Dopo il nostro articolo che riportava il commento di critici d'arte e scrittori alla mostra "Estasi" di Marina Abramović al Castel dell'Ovo di Napoli (in passato ospitata a Milano) segnalata tra le mostre dell'autunno 2020, riceviamo e pubblichiamo la richiesta degli organizzatori che tengono a rettificare quanto apparso in una delle dichiarazioni riportate. Ecco la lettera, che pubblichiamo integralmente, inviataci da Edoardo Filippo Scarpellini di VanistaClub / Gruppo MilanoCard:

Un’immagine dell’artista Marina Abramovic
in foto: Un’immagine dell’artista Marina Abramovic

Gentile Direttore, leggiamo il vostro articolo apparso in data 28 Settembre 2020 che si ricollega ad un pezzo del Prof. Trione apparso sul Corriere in data 27 Settembre e che è già stato oggetto di nostra rettifica mentre il prof. Trione è stato oggetto di querela.

Quanto affermato nell'articolo è falso e diffamatorio, la mostra "Marina Abramović  / Estasi" è stata condivisa e autorizzata dall'artista e le opere sono state regolarmente ottenute a fronte di una regolare fattura emessa nei nostri confronti. Sarebbe quindi un pò assurdo pensare ad un'artista che chiede un corrispettivo economico per una mostra che non autorizza.
Il vostro articolo, così come quello del Prof. Trione è però spunto per un'analisi un po' più ampia. Quello che ci ha colpito è la durezza e fermezza delle affermazioni avute che cozzano con il grande successo che la mostra ha avuto a Milano prima e sta avendo a Napoli ora con indici di soddisfazione che in alcuni giorni arrivano a toccare anche quota 100% (come il caso di ieri 6 ottobre). E' evidente ormai il baratro che si è creato tra gente comune che ha fame di cultura accessibile e alcune élite culturali costituite da critici e addetti ai lavori che non sono interessati a far si che l'arte sia accessibile a tutti ma che vorrebbero solo prodotti elitari e dedicati a nicchie che "se lo meritano" come purtroppo abbiamo avuto modo di sentire nei molti anni che lavoriamo in questo settore. Questo sfocia quindi poi in commenti e opinioni, ospitate anche su prestigiose testate, che sono più che altro degli sfoghi e che finiscono per soddisfare un'unica esigenza, quella di leggere se stessi sulle patinate pagine di importanti giornali.

Noi siamo e saremo sempre per rendere l'arte accessibile a tutti, come nella migliore tradizione della diffusione della cultura quando ad un Caravaggio o un Michelangelo venivano commissionati capolavori che fossero in grado di parlare a tutti destando meraviglia. Questo siamo certi sia anche lo spirito con cui i grandi artisti performativi, primi tra tutti Marina Abramović, intendono la propria arte. C'è infatti una bella frase della Abramović che abbiamo posizionato al termine della nostra mostra di Napoli e recita "Attraverso il corpo io vedo l'anima" Ecco, il corpo è uguale per tutti, la vera differenza sta nell'anima.