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13 Luglio 2018 11:25

Impero romano contro Britannia: la prima finale del Mondiale di calcio si giocò nel III secolo a. C.

La prima partita di calcio della storia vide scendere in campo l’Impero romano e la Britannia, nel III secolo a. C.: questo primo match, una sorta di “Mondiale” ante litteram, si concluse con una clamorosa sconfitta per i legionari romani.
A cura di Federica D'Alfonso

Domenica 15 luglio si disputerà l’attesissima finale dei Mondiali di Calcio 2018: l’appuntamento, attesissimo da milioni di persone in tutto il mondo, ha origini molto più antiche di quello che pensiamo. Si è soliti far risalire la nascita del moderno gioco del calcio alla metà del XIX secolo, e la data d’inizio del primo campionato mondiale al 1930: in realtà anche gli antichi amavano il gioco del pallone, tanto da disputare una sorta di “mondiale” ante litteram. Ecco quale.

L’origine del calcio: un’etimologia incerta

“È calcio anche il nome di un gioco a guisa di battaglia ordinato, passato dai Greci ai Latini, e dai Latini a noi”: così il Vocabolario della Crusca del XVII secolo descrive il gioco più popolare e, per certi versi, più antico del mondo. La prima apparizione di questo sport, infatti, secondo alcuni è da rintracciare agli albori dell’impero cinese, nel XXV secolo a. C.: all’epoca era considerato un vero e proprio strumento di addestramento militare basato sulla conquista e il possesso di un oggetto sferico, chiamato “tsu-chu”.

Ma anche in Europa, grazie soprattutto ai Greci e ai Latini prima, e ai Britannici poi, questo gioco ebbe una straordinaria fortuna che giunge fino a noi. L’etimologia della parola “calcio” non è, però, chiarissima: il termine compare per la prima volta proprio nel vocabolario della Crusca, e alcune ipotesi lo riterrebbero derivato dal latino “calx”, ovvero “calcagno”.

Dall'antica Grecia a Roma

Secondo numerose fonti antiche, già nella Grecia del IV secolo a. C. si giocava uno sport molto simile a quello del calcio: si tratta dell’episkyros, di cui possediamo un’interessantissima dimostrazione in un vaso conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene. Nonostante la sua estrema popolarità questo gioco non venne mai inserito fra le discipline olimpiche, conservando così il suo carattere estemporaneo e, in certi casi, violento. Il calcio infatti, fin dall’antichità, ha rappresentato motivo d’incontro e di scontro fra i cittadini di diverse poleis.

Dai greci il gioco del calcio passò inevitabilmente anche ai romani con il nome di “harpastum”: il senso di questo sport, molto apprezzato anche dai signori, era quello di strappare la piccola palla all’altra squadra e portarla sulla linea di fondo del campo avversario. Si giocava sia con le mani che con i piedi, e ad ogni giocatore veniva assegnato un ruolo ben preciso. Il gioco, molto popolare anche fuori da Roma, appassionò anche poeti e storici: Marziale ci ha infatti lasciato una dettagliata descrizione di come doveva svolgersi una partita di harpastum in passato.

La prima partita di calcio della storia

Furono proprio i romani a garantire la diffusione di questo gioco anche al di fuori dell’impero: le legioni a presidio dei confini si dilettavano spesso con la palla, ed erano frequenti le partite di calcio fra i romani e le popolazioni autoctone. È proprio in questo contesto che si verifica la prima partita di calcio della storia, nel 276 a. C., una sorta di “mondiale” ante litteram disputato da due squadre appartenenti a due mondi del tutto differenti: romani contro britannici, un accanito match che si concluse con la clamorosa sconfitta delle truppe occupanti e la vittoria, per una “rete” a zero, per i cosiddetti “barbari”.

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