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15 Febbraio 2014
00:16

I 450 anni di Galileo: l’uomo che cambiò l’immagine dell’universo

Sono passati 450 anni dalla nascita, il 15 febbraio del 1564, del padre del metodo scientifico sperimentale: Galileo Galilei. Per celebrare il grande pensatore pisano la regione Toscana e la città di Firenze hanno organizzato un mese di eventi, divulgativi e non, dal 15 Febbraio al 20 marzo.
A cura di Luca Marangolo
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La luna, nel cielo del Cinquecento, si è trasformata: un tempo era una sfera perfetta, sospesa e composta di Etere, la sostanza aerea descritta da Aristotele nella Fisica; grazie a Galileo divenne cava, piena di valli scure e montagne gigantesche, la sua immagine mutò totalmente e per sempre, la percezione delle cose celesti cambiò per sempre e tutto, da allora, ci è apparso più denso, articolato e meno stilizzato. D'improvviso il mondo acquisì una profondità, una vastità e uno spessore infiniti in cui lo scienziato avrebbe potuto proiettare la sua curiosità. Il cosmo galileano è ancora il nostro e lo abbiamo osservato con lui per la prima volta. Questo emergere delle cose concrete dalle immagini astratte e fantasiose degli antichi ha avuto un significato enorme.

Galileo Galilei è il padre della scienza moderna, lo scienziato che per primo ha teorizzato il metodo sperimentale, basato sulle “sensate esperienze” e “necessarie dimostrazioni”. Galileo è  una figura importante nella storia dell’intera umanità perché è stato il primo a comprendere che per cogliere la realtà dei fenomeni bisogna osservarli con precisione; ha cioè trovato, per primo nella storia della scienza, il ponte di passaggio più saldo fra l’esperienza umana e la razionalità. Una cosa molto grande: prima di lui la razionalità umana e la capacità di esperire il mondo procedevano in parallelo, senza trovare un modo con cui parlarsi; accadeva dunque che l’uomo speculava sulle cose creando narrazioni, storie, perché la sua razionalità non sapeva leggere la realtà delle cose. Immagini del mondo astratte e fantasiose, argomentate razionalmente ma prive di fondamento: come la fisica Aristotelica che è stata il perno, con Galileo sgretolato, di tutta la cultura medievale di san Tommaso e Dante.

La grande scoperta di Galileo: le macchie sulla luna sono i segni della sua orografia.
La grande scoperta di Galileo: le macchie sulla luna sono i segni della sua orografia.

Galileo ha scoperto questo ponte fra razionalità ed esperienza, spalancando così la soglia dell'età moderna: con lui la storia è divenuta una storia di erosione di miti e di emancipazione dell’uomo tramite l’intelletto. Dopo Galileo e i suoi contemporanei, almeno fino al Novecento e alla crisi delle scienze europee, tutta la filosofia occidentale si dividerà in due grandi gruppi: il razionalismo e l’empirismo. Chi privilegerà la ragione, insomma, e chi privilegerà l’esperienza. Ma è stato Galileo che ha capito che la conoscenza umana deve passare dal rapporto fra questi due elementi.

E sono questi 450 anni di storia che oggi si celebrano, 450 anni in cui l’orizzonte della conoscenza umana non può essere più il mito. Alla fin fine, se ci si pensa bene, per un cambiamento così radicale, 450 anni sono pure pochi. Sono pochi perché questa eredità è ancora in corso di elaborazione ed il problema del rapporto fra la razionalità, le storie inventate e la libertà dell’uomo è qualcosa tuttora di molto delicato per gli esseri umani.

Non ci dilungheremo molto sulla storia di Galileo, anche se è fondamentale. Sarà  più importante ricordare, concretamente, le sue scoperte: ha provato sperimentalmente, osservando le macchie solari, il modello di Copernico per cui il sole è al centro del sistema dei pianeti. E poi: ha descritto per la prima volta in modo accurato la superficie della luna, che seguendo la fisica aristotelica avrebbe dovuto essere liscia come una biglia; ha scoperto quella che viene definita “relatività galileana”, per la quale ogni esperimento dipende dal punto di osservazione dello scienziato; ha scoperto  il principio di inerzia, ovvero che il moto dei corpi è una condizione base della fisica: non c’è moto solo perché c’è attrito, al contrario di quello che pensava, ancora una volta, Aristotele;  ha introdotto l’uso scientifico del telescopio, scritto importantissime opere di filosofia e scienza, ed è stato un prosatore che ormai fa parte a tutti gli effetti della trattatistica d’arte del  Rinascimento italiano, assieme a Guicciardini, Machiavelli  e Leonardo da Vinci. Ha, insomma, contribuito in molti modi a rivoluzionare, rimodellare ed ampliare lo sguardo dell’uomo sull’universo. Questo sguardo noi lo abbiamo ereditato, vede le cose ruvide, complesse e dotate di un loro linguaggio, linguaggio che lo scienziato, e d’ora in poi anche il filosofo, deve incaricarsi di scoprire.

Così come sembra dipingerla anche Bertolt Brecht nella sua Vita di Galileo (1938), l’abiura cui Galileo fu costretto dal Sant’Uffizio, dopo che il Cardinale Bellarmino lo aveva accusato d'aver sostenuto nel suo Dialogo dei due massimi sistemi il sistema di Copernico, è stata quasi una benedizione, perché ha concesso a Galileo di continuare fondamentali studi sul moto dei corpi.

Il processo a Galileo, in un dipinto di Joseph–Nicolas Robert–Fleury, Diciannovesimo secolo.
Il processo a Galileo, in un dipinto di Joseph–Nicolas Robert–Fleury, Diciannovesimo secolo.

Da oggi 15 febbraio 2014, la regione Toscana e il comune di Firenze hanno organizzato una fitta serie (lunga un mese) di eventi importanti, fino al 20 marzo, si tratta dell’iniziativa “Buon Compleanno Galileo”: oggi alle dieci alla Scuola Normale Superiore verrà presentato un francobollo commemorativo, promosso dalla Domus Galileana, che avrà una tiratura di 2 milioni di copie e ritrarrà la famosa statua di Galileo agli Uffizi, di Aristodemo Costoli.

Chi vuole potrà visitare la villa “il Gioiello”, ad Arcetri, che aprirà le sue porte in occasione dell’anniversario. Fu la villa in cui Galileo rimase prigioniero, per volontà del Vaticano, dopo il processo di inquisizione, e da cui scrisse molte delle più importanti lettere della sua corrispondenza. Ma non si tratta semplicemente di una visita a sfondo storico, quanto piuttosto  della possibilità,  per il grande pubblico,di avvicinarsi, in onore del suo precursore, al mondo della ricerca scientifica contemporanea. Sulla collina di Arcetri, infatti operano oggi alcuni centri scientifici d’avanguardia: il dipartimento di fisica e astronomia e il Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare-Lens (Universita di Firenze), l’Osservatorio astrofisico di Arcetri (Istituto nazionale di astrofisica), l’Istituto nazionale di ottica-Ino (Cnr), il Galileo Galilei institute for theoretical physics-Ggi (Istituto nazionale di fisica nucleare-Infn e Universita di Firenze); e la visita alla dimora di Galileo sarà resa anche un’occasione di divulgazione scientifica.

E ancora a Firenze moltissimi eventi di divulgazione scientifica al museo Galileo, al museo di Storia Naturale di Firenze, al Giardino di Archimede- Museo della matematica; inoltre si terranno tante conferenze di argomento scientifico  ad ingresso libero.

Firma di Galileo, in un documento dell’archivio segreto del Vaticano, rilasciato nel 2012.
Firma di Galileo, in un documento dell’archivio segreto del Vaticano, rilasciato nel 2012.

Dei vari anniversari e date notevoli che si succedono nel corso dell’anno, nessuna come questa dà una fortissima sensazione di contrasto: sono passati 450 anni dalla nascita di Galileo, ma i cambiamenti sembrano non aver esaurito la loro carica innovatrice: in fondo, la visione del cosmo è ancora decisiva per la fisica, e la concezione  della razionalità scientifica, da lui inventata, oggi non è cambiata assolutamente: al contrario, forse la nostra coscienza, spesso in preda di abbagli e superstizioni, deve ancora trarne tutte le conseguenze.

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