Elettra Lamborghini prova l’autotune su un fan stonato: “Pensi che aggiusti la voce? Ti sbagli”

Sul suo profilo social Elettra Lamborghini ha dato il via a una ricerca particolare. La cantante di "Voilà", infatti, ha chiesto ai suoi sette milioni di follower di mandarle il nome di una persona veramente stonata, così da poter mostrare in che modo l'autotune influisce sulla voce. Colpita, evidentemente, in passato dalle accuse di non saper cantare se non grazie a uno degli effetti più usati nella musica mondiale, caratteristica fondamentale della trap. La cantante ha voluto mostrare ai propri follower che sia necessario avere una base di canto per poterlo usare, cercando di mettere fine a una polemica che va avanti da anni.
"Uno pensa che l'autotune semplicemente ti metta a posto la voce? Non è così", ha detto la cantante, accompagnata in sala di registrazione dai produttori Cino e Iconize. L'ospite è stato Teodoro, un ragazzo effettivamente stonato. Chiuso in sala ha provato a registrare My heart will go on con e senza l'autotune, dimostrando come in entrambi i casi non fosse possibile rendergli intonata la voce. A quel punto Cino ha spiegato che l'autotune può effettivamente aiutare l'intonazione ma "di base devi saper cantare" anche perché oggi l'autotune, che in fase di registrazione aiuta molto, è utilizzato soprattutto come "uno strumento creativo. Oggi l'autotune è più un colore che un effetto", come ci hanno insegnato generi come la trap e l'hyperpop, tra gli altri.
Insomma, come ha provato a spiegare Federico Pucci su Fanpage, "l'autotune non è un raggiro". Questo strumento nasce come soluzione ai costi crescenti della produzione musicale degli anni 90 (l'originale, che si scrive Auto-Tune, nasce nel 1997): bisognava poter registrare perfettamente al primo colpo, così da essere veloci e accurati ed evitare perdite di tempo e soldi. Col tempo, però, oltre ad aiutare l'intonazione ed essere utilizzato in fase di registrazione e post-produzione per avere sempre lavori migliori, l'autotune è diventato un vero e proprio strumento, un modo per dare effetti alla voce che naturalmente sarebbe impossibile ottenere. Ed è diventato una caratteristica soprattutto della trap e delle sue derivazioni. Oltre a rimanere un correttore dell'intonazione.
Ma Elettra Lamborghini ha cercato di inserirsi all'interno di una polemica che ha colpito tanti artisti, in passato, da Elio di Elio e le Storie Tese a Francesco Gabbani, o persone comuni che non amano quell'effetto e in maniera più o meno veemente lo hanno criticato e continuano a criticarlo. Qualche settimana fa abbiamo intervistato Pachy Scognamiglio, uno dei vocal coach più famosi d'Italia, che ogni anno accompagna numerosi artisti a Sanremo e quest'anno ha lavorato con Lamborghini.
Parlando di lei, ha spiegato che "Il suo obiettivo era performare al massimo il brano. Dal mio punto di vista posso dire che ci è riuscita. Aveva una bellissima energia quest’anno e questo le ha permesso di avere l’approccio giusto, con la volontà di crescere". E sulle critiche ha spiegato che in base alla sua esperienza "qualsiasi cosa tu faccia in Italia c’è sempre un approccio critico. Siamo in un momento storico in cui, comunque la fai, la sbagli". Insomma, Lamborghini non convincerà tutti ma il dibattito sull'autotune resta uno dei più interessanti e meno facili da risolvere.