Ed Sheeran risponde a Macklemore: “Non l’ho cacciato io ma i promoter. Non sono complice, ho le mie idee”
A 24 ore dall'ufficiale esclusione di Macklemore dal "Loop Tour" di Ed Sheeran, come opening act della leg americana, il cantante britannico ha condiviso con il pubblico le sue riflessioni. Le dichiarazioni cercano di fare luce sulla figura di Robert Kraft, il magnate proprietario del Gillette Stadium di Foxborough, una struttura da quasi 65.000 posti che avrebbe dovuto ospitare una data del tour.
In riferimento a ciò che è accaduto durante lo spettacolo al MetLife Stadium nel New Jersey, Sheeran ha sottolineato che le strutture successive avrebbero cancellato i concerti se in scaletta fosse apparso di nuovo Macklemore. Il rapper, dopo aver chiesto 12 mesi prima di poter far parte del tour, ha deciso di introdurre nella sua setlist il brano "Hind's Hall", un riferimento al conflitto tra Palestina e Israele, e di urlare sul palco "Free Palestine". Questa scelta, racconta Sheeran, ha irritato alcuni proprietari degli stadi, in particolare per il "modo in cui Macklemore ha veicolato parte del suo messaggio durante la sua esibizione, piuttosto che su tutto ciò che è stato detto".
Ed Sheeran: "L'uscita di Macklemore dal tour è stata una decisione del promoter, non mia"
Nell'ultima settimana, Sheeran ha cercato un compromesso con le strutture. Tra i proprietari coinvolti c'è proprio Robert Kraft. Dopo vari tentativi di mediazione, la decisione di Kraft e degli altri proprietari è diventata definitiva. Nelle sue precisazioni, Sheeran chiarisce anche il ruolo formale del promoter, il Messina Touring Group: la scelta di escludere Macklemore dal contratto è legata esclusivamente a una decisione del promoter, e non direttamente a Sheeran o al suo management.
Sheeran ha poi spiegato la volontà di continuare il tour per non abbandonare la troupe e gli altri artisti che vivono del suo indotto live. Sul conflitto tra Israele e Palestina mantiene private le sue visioni e risponde alle accuse del web dichiarando esplicitamente: "Non sono complice". Il cantante specifica di non voler trasformare i suoi show in un forum politico, poiché vi partecipano bambini e famiglie alla ricerca di un "rifugio". Pur rispettando Macklemore, Sheeran ribadisce la sua idea di diplomazia: "Se ci concentriamo solo su chi urla più forte, non cambierà mai nulla. Ci sono approcci diversi per essere un sostenitore del cambiamento".
Nel frattempo, la vicenda ha avuto un impatto diretto sui canali digitali di Sheeran. Come emerge dagli analytics di Instagram, l'account del cantautore ha perso circa 100.000 follower nelle 12 ore successive alla pubblicazione del comunicato di Macklemore. Un passaggio che segna non solo un cambio di marcia rispetto ai risultati legati alla rivendicazione artistica dell'apoliticità, storicamente usata dalle popstar da stadio, soprattutto adesso che appare ancora più fragile e divisiva.