Dopo giorni di critiche, Pink spiega il post contro Macklemore per il Free Palestine: “Ora difendo la mia gente”
Pink ha risposto alle critiche che le sono state rivolte dopo aver condiviso su Instagram un post critico contro Macklemore che aveva chiesto la liberazione della Palestina. Il cantante lo ha fatto durante l'apertura di due concerti di Ed Sheeran al MetLife Stadium, in New Jersey, il 4 e 5 settembre. Il rapper ha dovuto affrontare molte critiche per avere usato il palco del cantautore inglese per lanciare un appello per una Palestina libera. Durante la sua esibizione, il rapper americano ha detto, rivolgendosi al pubblico: "Una gran parte del motivo per cui volevo fare questo tour in primo luogo è poter salire su stadi come questo e pronunciare due parole che mi stanno molto a cuore: Free Palestine". E ha aggiunto: "Voglio che queste parole siano forti e chiare, affinché le persone fino a Gaza e alla Cisgiordania occupata sappiano che non ci siamo dimenticati di loro".
Le parole del cantante sono state accolte dall'applauso di una parte del pubblico, ma c'è anche chi ha testimoniato che alcune persone si sono allontanate durante la sua esibizione. C'è chi ha chiesto l'esclusione dal tour e l'account StopAntisemitism, ripostato da Pink, lo ha accusato di propaganda anti-israeliana", rinfacciandogli di aver accusato Israele di un falso genocidio. Quella ricondivisione da parte della cantante le ha provocato un'ondata di critiche a cui, inizialmente, non ha risposto, finché, a seguito di moltissimi messaggi, ha deciso di dedicare un post alla questione per dare la sua versione e spiegare anche il suo rapporto artistico con Macklemore.
La cantante ha riconosciuto di aver sbagliato a condividere un post contenente parole che non avrebbe usato, per questo ha sentito il bisogno di intervenire in prima persona e spiegare il suo pensiero sulla questione. Pink sostiene subito di essere ebrea e di non parlare a nome di Israele o del Governo di Netanyahu e mette le mani avanti sulla questione di bambini uccisi: da anni è impegnata con l'Unicef e si è sempre spesa per proteggere le loro vite: "Ho difeso la gente degli altri per tutta la mia carriera, e so esattamente quanto costa. E ora sto difendendo la mia gente". La cantante torna al 2014, quando durante la serata dei Grammy Macklemore rappò "Same love" e su quelle note si sposarono 33 coppie gay ed etero. Un momento che la colpì molto.
Ma quattro mesi dopo, 16 maggio 2014, a Seattle, il rapper si esibì con un travestimento: un naso adunco, una barba nera e un taglio a caschetto. Un travestimento che fu accusato di richiamare stereotipi antisemiti e per il quale fu costretto a chiedere scusa successivamente.. Aveva accettato le sue scuse ed era andata avanti. Dodici anni dopo, Macklemore è tornato al centro della polemica e successivamente ha spiegato che il suo discorso non era contro gli ebrei: "A tutti i miei fratelli e sorelle ebrei: la critica a Israele, la critica all'apartheid, l'essere contrari al genocidio non sono in alcun modo una critica nei vostri confronti. Il mio messaggio è per la pace; amore affinché tutti gli esseri umani siano trattati con dignità, rispetto e uguaglianza…".
È in questo contesto è avvenuta la ricondivisione del post da parte della cantante che negli anni ha sempre avuto posizioni progressiste e talvolta critica nei confronti del Governo americano, soprattutto contro le guerre intraprese dagli Stati Uniti. Ma in questi ultimi mesi Pink ha notato un cambiamento come l'uso negativo della parola "sionista": "Non credo che la maggior parte di loro odi gli ebrei. Credo che qualcuno abbia servito loro una storia in cui l'ebreo che non vuole scusarsi per il fatto di esistere debba essere il cattivo, e da allora mi mettono le parole in bocca". Il discorso di Pink si allarga così alla distinzione tra la critica alle politiche israeliane e l'antisemitismo, visto che molte critiche a Israele non hanno come obiettivo la cancellazione dello Stato, ma il modo in cui tratta i palestinesi
Pochi giorni fa 12 paesi – Gran Bretagna, Francia, Canada, Spagna, Irlanda, Polonia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Portogallo e Islanda – hanno annunciato l'intenzione di introdurre o sostenere restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Una decisione legata all'espansione degli insediamenti israeliani e alla violenza dei coloni contro la popolazione palestinese. Pink ha spiegato di non voler reggere l'immagine di cattiva in silenzio: "Se qualcuno vuole davvero sapere cosa penso, me lo chieda e basta. Sono proprio qui. Non è mai stato difficile trovarmi. E continuerò a far sentire la mia voce, con parole mie".