Fontana pronto a cacciare Salvini dalla Lega, Borghi a Fanpage: “Critiche insensate, non c’è malcontento”
È bastata una breve uscita, da parte del governatore della Lombardia Attilio Fontana, per far divampare l'incendio dentro la Lega. Le dichiarazioni che si sono susseguite nelle ore successiva da parte di diversi esponenti del Carroccio hanno fatto emergere una profonda spaccatura all'interno del partito, tra chi non ha riserve e si mostra disponibile a mettere in discussione la leadership di Matteo Salvini e chi invece, difende il segretario a spada tratta. Tra questi c'è il senatore, Claudio Borghi, che a Fanpage definisce insensate le critiche di Fontana.
Ieri, intervistato dal Corriere della Sera, il presidente della Lombardia ha parlato dell'addio di Salvini, dettato dall'esigenza di rinnovare il Carroccio dopo la crisi aperta dall'uscita di Vannacci e il conseguente crollo nei sondaggi. "Nessuna soluzione va esclusa a priori. La Lega non teme il rinnovamento", ha dichiarato. "Chiediamo di rivedere in modo sostenibile ed effettivo l'impostazione del nostro partito, per valorizzare i suoi stessi asset. Perché ce n'è un gran bisogno ora".
Si respira del malcontento, soprattutto nell'ala nordista del partito, che teme il tracollo alle prossime politiche. Per ora non si parla di scissioni, nel suo affondo Fontana si è limitato ad accennare a "un'associazione larga e aperta a discutere sui temi importanti come, per esempio, la modernizzazione dello Stato", ma le fratture sono evidenti.
Alla stoccata del governatore infatti, hanno rapidamente fatto seguito le reazioni dei difensori del segretario. "Chi oggi polemizza perché a suo tempo non ha scelto di candidarsi e di raccogliere il voto dei militanti", si chiede Alberto Stefani. Il presidente del Veneto ricorda che all'ultimo congresso della Lega, nell'aprile del 2025, nessuno ha osato contestare la guida di Salvini, che è stato riconfermato segretario.
Una posizione condivisa da Borghi, che raggiunto da Fanpage.it, si affida alle dichiarazioni rilasciate questa mattina dal presidente della Camera Luciano Fontana. Il tono è duro. "Mi pare che gli abbia risposto perfettamente oggi il Fontana quello più importante, ovvero Lorenzo, nell'intervista che ha fatto sul Giornale", ci dice.
Il presidente di Montecitorio ha chiesto più rispetto per Salvini. La discussione è opportuna ma bisogna farla "evitando conflitti pubblici e confusione. Il confronto è utile quando costruisce, non quando divide", ha dichiarato prima di passare a sottolineare i meriti di Salvini. "Quando Matteo Salvini prese in mano il partito, la Lega era considerata da molti ormai morta. E con Bossi e Maroni abbiamo attraversato momenti nei quali i sondaggi e i risultati elettorali erano anche più bassi degli attuali. Essere alla guida di un partito per tanti anni – ha aggiunto – comporta uno sforzo enorme e Salvini continua a spendersi, sacrificando anche una parte importante della propria vita privata. Per questo nel giudizio servono calma, sangue freddo, capacità di ragionamento e soprattutto rispetto".
Insomma il messaggio che si può leggere tra le righe è di evitare le critiche sui giornali e optare piuttosto per un confronto a porte chiuse. "Se l'idea era quella di far emergere malcontento nei confronti di Salvini mi pare sia emerso il malcontento per queste critiche senza molto senso, fuori tempo massimo e in una sede del tutto sbagliata", rimarca Borghi.
Della stessa linea il deputato Luca Toccalini. "Quando si parla di rinnovamento, bisogna ricordare che in Veneto Salvini ha candidato alla presidenza della Regione un ragazzo di 33 anni che nel curriculum aveva già un mandato da sindaco e due da deputato", scrive sui social.
Ma sul fronte opposto c'è chi insiste sulla necessità di riformare il partito. La parola rinnovamento infatti, compare anche nel titolo del nuovo libro di Massimiliano Romeo, segretario della Lega Lombarda e capogruppo al Senato (Fare la Lega, agenda per il rinnovamento, edito da Rubbettino). Nella Lega di oggi "ci siamo imborghesiti", si legge in uno degli stralci diffusi in queste ore, assieme a un richiamo ai tempi di Umberto Bossi: "Serve un ritorno al celodurismo della prima ora".
Romeo evita di nominare in modo esplicito Salvini e di puntare il dito contro. "Mi interessa rilanciare il movimento, non le sfide", commenta ad Adnkronos. Tuttavia, il clima che emerge in queste ore non lascia spazio a molti dubbi. Nelle chat interne si moltiplicano i messaggi di fastidio e gli attacchi incrociati. C'è una fetta consistente di leghisti che è delusa dall'operato del suo leader. Per Salvini tira una brutta aria.