Morto Varenne, il cavallo trottatore più vincente della storia aveva 31 anni: fatale un infarto
Il mondo dell'ippica e dello sport italiano piange la scomparsa di Varenne, il cavallo considerato da esperti e appassionati il più grande trottatore della storia. A 31 anni, il campione nato a Copparo nel 1995 si è spento lasciando un'impronta indelebile nell'immaginario collettivo. Fatale un infarto fulminante che ha fermato il cuore di una vera e propria icona nazionale, capace di travalicare i confini dell'ippodromo e diventare persino. un fenomeno di costume. I suoi successi avevano infatti permesso all'ippica di conquistare un'eccezionale popolarità in Italia.
Varenne morto a 31 anni per un infarto fulminante
L'annuncio del decesso è giunto dallo staff e dalla struttura che lo accudiva, confermando la scomparsa improvvisa avvenuta durante la notte. Il veterinario dell'animale ha potuto soltanto constatare il decesso per cause naturali legate all'età avanzata, gettando nello sconforto chi lo ha seguito quotidianamente e le migliaia di tifosi che lo hanno amato. La nota ufficiale diffusa dai suoi curatori ne ha celebrato il ricordo ricordando la figura del "Capitano", il soprannome con cui è entrato di diritto nella leggenda dello sport mondiale.
Il perché del nome Varenne e la sua carriera
Ci lascia a 31 anni un animale (età molto avanzata per un cavallo che vive di media tra i 25 e i 30 anni) straordinario che ha ridefinito i canoni del trotto moderno. Nato nel maggio 1995 nell'allevamento di Zenzalino, in provincia di Ferrara, dallo stallone americano Waikiki Beach e da Ialmaz, fu acquistato dall'imprenditore Enzo Giordano. Il suo nome fu scelto in omaggio a rue de Varenne a Parigi, sede dell'Ambasciata d'Italia in Francia. La svolta della sua carriera arrivò con l'affidamento al driver Giampaolo Minnucci e alla guida dell'allenatore Jori Turja, un sodalizio che permise di valorizzare una potenza fisica eccezionale unita a una straordinaria intelligenza di corsa.
Le vittorie di Varenne, premi da più 6 milioni di euro
Il valore sportivo di Varenne risiede in numeri difficilmente eguagliabili: su 73 corse disputate ne ha vinte 62, senza mai scendere dal podio nelle gare portate a termine senza errori. Tra i successi principali spiccano i due trionfi consecutivi nel Grand Prix d’Amérique (primo cavallo italiano a riuscirci), il triplo sigillo nel Gran Premio Lotteria di Agnano e le vittorie nell'Elitloppet in Svezia nel 2001 e 2002, oltre al Derby Italiano e alla Breeders Crown. Un dominio globale che lo ha reso l'unico trottatore della storia nominato "Cavallo dell'anno" in tre Paesi differenti, con un montepremi complessivo superiore ai 6 milioni di euro.
L'impatto di Varenne sul movimento ippico è proseguito anche dopo il ritiro dalle competizioni, avvenuto nel settembre 2002 dopo l'ultima gara disputata a Montreal. Convertito alla riproduzione, ha generato oltre 2.000 figli, molti dei quali, come il primogenito Icaro del Ronco, scambiati per cifre record alle aste internazionali o capaci di aggiudicarsi competizioni di vertice. Negli ultimi anni della sua vita, il "Capitano" ha goduto della pensione presso l'allevamento LJ ad Eboli, in provincia di Salerno, rimanendo fino all'ultimo giorno il simbolo per eccellenza dell'eccellenza sportiva italiana nel mondo. Il suo proprietario era Daniele Giordano, figlio di Enzo deceduto proprio un anno fa.