Lorenzo Finn: “I Mondiali tra i pro a Montreal? Idea partita da me”. A 19 anni ragiona già da vincente

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Lorenzo Mark Finn svela: “I Mondiali tra i professionisti? E’ stata una idea partita da me”. A 19 anni spiega perché è tra i convocati azzurri a Montréal, confermando già la mentalità da assoluto vincente, pronta al salto definitivo nel ciclismo dei campioni.

"È un’idea che è partita da me, andare in Canada per fare una trasferta per i Mondiali under non mi stimolava troppo. Questa idea, invece, mi garbava proprio". Lorenzo Mark Finn, Campione del Mondo Under 23 in carica, lo dice senza giri di parole. A 19 anni, ancora non professionista a tutti gli effetti, ha chiesto lui di correre gli imminenti Mondiali Elite di ciclismo che si terranno in Canada a fine settembre sulle strade di Montréal. Non è stata una chiamata dall’alto: è partita direttamente da lui.

Nato a Genova il 19 dicembre 2006, Finn in due stagioni ha messo in fila il titolo mondiale juniores a Zurigo 2024, quello Under 23 a Kigali 2025 e, nel 2026, la doppietta Giro Next Gen-Tour de l'Avenir. Ora, alla vigilia del passaggio definitivo tra i pro con la Red Bull BORA hansgrohe di Remco Evenepoel, ha deciso di alzare l'asticella e di confrontarsi subito con i migliori del mondo, con sullo sfondo l'Italia intera che lo segue e lo coccola nella speranza, sempre più certezza di aver ritrovato, finalmente, un nuovo campione per cui tifare.

"L’ho proposta io… non me l'hanno chiesto loro"

Le sue parole non suonano come una dichiarazione di facciata. C’è lucidità e consapevolezza in Finn che non parla di un sogno generico, a DNF podcast, ma di un test concreto: "Un bel modo per capire dove sono rispetto ai pro". Sa di essere ancora in costruzione, eppure sceglie di esporsi nella gara più importante esprimendo la stessa mentalità che gli ha permesso di vincere Next Gen e Avenir partendo da favorito, gestendo la pressione senza sbandare: a soli 19 anni ragiona già da professionista.

"Mi sembrava il momento giusto"

Il confronto con Paul Seixas, suo pari età, resta sullo sfondo e allo stesso tempo lo illumina. Il francese ha scelto la via rapida: professionismo anticipato e già un Tour de France alle spalle. Finn ha preferito due anni pieni tra gli Under 23. Quella scelta, che da fuori poteva apparire più cauta, oggi appare come la più solida a tal punto da permettergli di costruire solidità fisica e, soprattutto, di imparare a essere leader. In una squadra WorldTour già piena di campioni, quel ruolo gli sarebbe stato più difficile. Qui, invece, ha potuto esercitarlo e farlo proprio. Le sue parole benedicono, di fatto, un percorso diverso da quello del suo "alter ego" francese: "Ho fatto due anni Under 23, ho vinto quello che c’era da vincere. Io ho fatto presente che volevo esserci, che secondo me poteva essere un bel test, un bel modo per capire dove sono rispetto ai pro. Poi ovviamente è stata valutata dalla Federazione, dal ct, ma il input iniziale è partito da me".

"Voglio esserci, capire a che punto sono"

Lorenzo Finn non nasconde dove può ancora migliorare: lo sa perfettamente. Salite oltre i venti minuti, volate finali, altura, recuperi, elencando i propri limiti con la stessa chiarezza e naturalezza con cui parla delle proprie ambizioni. Accanto alle qualità fisiche e tecniche, emerge con evidenza un tratto nuovo: la sua forza mentale. "Ho vinto quello che c'era da vincere, adesso voglio vedere com’è correre contro i grandi, nella gara più importante. Non ho la pretesa di vincere, ci mancherebbe, ma voglio esserci, vivere quell’ambiente, capire le differenze, portare a casa esperienza".

Il lento progredire sulla strada che lo porterà al professionismo gli ha insegnato a gestire il peso delle aspettative, sa restare concentrato quando tutti lo guardano, sa trasformare un’idea personale in un obiettivo concreto. Una mentalità da professionista, pur essendo ancora tecnicamente tra gli Under, che appare quasi completa.

"È un passo che sentivo di voler fare io"

Anche l'ultimo pensiero sull'appuntamento iridato canadese è la chiave di lettura finale di un Finn decisamente pronto: "Non qualcosa che mi è stato imposto o proposto dall’esterno. E sono contento che alla fine sia andata così". Se riuscisse a vincere anche i Mondiali Elite, ridisegnerebbe la storia del ciclismo, diventando il primo corridore a conquistare consecutivamente i titoli iridati juniores, Under 23 ed Elite. Un’impresa difficilissima, utopica eppure è un'opzione concreta nata, ragionata e costruita proprio da lui.

Un ragazzo di 19 anni, Campione del Mondo Under 23 in carica, che studia già da grande e che a Montréal potrebbe chiudere il cerchio del suo percorso graduale, dimostrando che la via più lenta, a volte, è quella che prepara meglio al salto definitivo.

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