Lorenzo Finn ha le stimmate del fuoriclasse: il ciclismo italiano ha trovato il suo nuovo idolo?
Lorenzo Mark Finn ha appena chiuso la sua esperienza tra gli Under 23 con un bilancio che lascia poco spazio ai dubbi. Il corridore ligure ha conquistato il Mondiale di categoria, il Giro Next Gen e il Tour de l’Avenir, completando una stagione da assoluto protagonista. Numeri che inevitabilmente alimentano una domanda: l’Italia ha finalmente trovato un uomo capace di competere per la classifica dei grandi Giri?
La risposta, per ora, non può che essere prudente. Il salto nel professionismo rappresenta infatti un passaggio completamente diverso, con ritmi, chilometraggi, avversari e pressioni maggiori. Finn, però, sembra avere le caratteristiche per affrontarlo con ambizione. La sua scelta di restare un altro anno tra gli Under 23, nonostante la possibilità di entrare subito in una squadra WorldTour, racconta soprattutto la volontà di crescere senza bruciare le tappe.
Dal dominio tra i giovani alla sfida tra i professionisti
Il talento non gli manca. Finn è un corridore completo, particolarmente efficace sulle salite, competitivo a cronometro e dotato di una notevole capacità di recupero. Proprio quest’ultima qualità potrebbe diventare decisiva nelle corse di tre settimane. Al Tour de l’Avenir ha inoltre cancellato uno degli interrogativi rimasti aperti, dimostrando di saper rendere anche oltre i 2.000 metri di quota. Il suo modo di correre è altrettanto significativo: quando trova il momento giusto, preferisce attaccare e fare il vuoto piuttosto che affidarsi a una volata.
La sua crescita è stata rapida, soprattutto considerando che il ciclismo non era nemmeno il suo primo sport. Da ragazzo praticava calcio e tennis e si è avvicinato alla bicicletta quasi per caso, dopo un problema al ginocchio. Da quelle prime uscite con il padre sulle strade liguri è arrivato a conquistare due Mondiali consecutivi, prima tra gli juniores e poi tra gli Under 23.
Finn, talento e caratteristiche per sognare i grandi Giri
Ora, però, comincia la parte più importante del percorso. Finn sarà chiamato a misurarsi stabilmente con i professionisti e i prossimi mesi serviranno a capire quale potrà essere il suo reale livello. Il paragone con Kimi Antonelli, altro talento italiano esploso giovanissimo, nasce anche dalla scelta comune di dedicarsi completamente allo sport dopo il liceo e dalla capacità di mantenere un atteggiamento sorprendentemente equilibrato nonostante i riflettori.
Per diventare un protagonista dei grandi Giri serviranno continuità, esperienza e soprattutto la capacità di gestire tre settimane ai massimi livelli. Finn ha già mostrato di possedere molte delle qualità necessarie. Adesso dovrà trasformare il dominio tra i giovani in risultati tra i grandi. Le premesse sono importanti, ma sarà la strada del professionismo a stabilire se Lollo potrà davvero diventare il nuovo riferimento del ciclismo italiano nelle corse a tappe.