Il nuovo circuito di F1 a Madrid disorienta i piloti: “Fa paura”, “Ci sarà bandiera rossa al 100%”
La Formula 1 sbarca in Spagna, per la precisione a Madrid, in una tappa che fa già paura a molti piloti. Il Madring debutta infatti nel Mondiale e nessuno ne conosce ancora davvero il comportamento in pista. Tra 22 curve, banking, frenate e gestione dell’energia, sono tanti gli interrogativi dei piloti su questo tracciato. La pista è totalmente nuova: l’hanno provata i giovani della F3 durante un test, mentre per quanto riguarda la F1 i piloti Ferrari sono stati gli unici ad averne un assaggio con un filming day a luglio. Per tutti gli altri sarà invece una scoperta. Un circuito che disorienta perché è così nuovo, particolare e diverso da tutti gli altri che non sanno cosa aspettarsi i piloti.
Ecco perché in queste ore i vari team si stanno affrettando ad allenare i piloti attraverso simulatori e videogame per prendere familiarità con il circuito. Tra questi c'è Max Verstappen che, impegnato a prendere confidenza con il tracciato di Madrid tramite un simulatore domestico guidato con il joystick, si è reso conto delle tante difficoltà: "Non ho idea di dove vada il tracciato", ha detto. "Spero che non succeda nella realtà: guido come un nonno, è terribile ed impegnativo, ho sbattuto contro un sacco di barriere. Sono tutto ammaccato. Credo che con un volante avrei avuto un po' più di controllo".
Max riassume un po' il pensiero di tanti piloti di Formula 1, incuriositi e a tratti spaventati da ciò che potrebbe riservare loro questa pista. Per Antonelli si tratta di un circuito complicato in cui non c'è margine di errore, mentre Sainz è stato molto chiaro: "È un circuito molto difficile, una via di mezzo tra Jeddah, Baku e Macao". "Scommetterei su una bandiera rossa, questo al 100%", ha detto invece Pierre Gasly quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse del nuovo circuito cittadino di Madring. Sergio Perez è stato invece netto: "Fa un po' paura e ricorda un po' Jeddah. Al simulatore mi sono scontrato con tutti i muri".
Ma quali sono davvero le insidie del tracciato di Madrid? Di certo il fatto che sia nuovo rappresenta già un ostacolo, dato che i piloti non lo conoscono. La pista è inoltre caratterizzata da muri vicini e poche vie di fuga, con il rischio di assistere a numerose interruzioni e bandiere rosse. Inoltre, dato che l'impianto è stato completato in extremis, se l’asfalto dovesse rivelarsi “sporco” e con poco grip, il tracciato potrebbe diventare pericoloso.
"Mi sono sorpreso delle sole 20 bandiere rosse", ha detto Russell commentando i test della F3. Paradossalmente, proprio la Ferrari potrebbe trarre i maggiori vantaggi da questa pista: lo scorso luglio Leclerc ed Hamilton hanno infatti ottenuto il via libera per sfruttare una delle giornate concesse dal regolamento, con il limite massimo di 200 chilometri e pneumatici demo Pirelli. Charles e Lewis, nonostante questi limiti, hanno sicuramente raccolto informazioni preziose, conquistando un notevole vantaggio rispetto agli avversari su un circuito cittadino ma non urbano che sta già incutendo timore a tutti i team.