Contro la Francia l’Italia scopre la sua forza: non il talento, ma la squadra. E il pari è d’oro

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Gli Azzurri ribaltano il copione della sfida a Parigi: resistono a un avversario più forte sulla carta, vanno sotto poi reagiscono trovando il pareggio (1-1).

Le mani grandi di Donnarumma paratutto e Bastoni che castiga la presunzione della Francia, convinta di avere ormai la vittoria in un pugno dopo una gara arrembante nella ripresa. L'Italia pareggia a Parigi (1-1), lascia i parigini col brivido addosso per il timore di prenderle addirittura in casa nel finale e scopre la sua forza: giocando di squadra si può andare lontano. E quella intrapresa dagli Azzurri è giusta.

La cosa che importava veramente era dimostrare di saper tenere il campo al cospetto di un avversario superiore per qualità della rosa. La Nazionale s'è spinta anche oltre. C'è riuscita in pieno, regalando un'altra buona impressione dopo la Turchia e scompaginando un copione che sembrava già scritto: non ha mai sofferto veramente la pressione dei transalpini, è stata dentro la partita con "testa e gamba" (come si dice in gergo), ci ha messo cuore e buona volontà smorzando con la compattezza e l'organizzazione il talento di calciatori come Olise. Te lo ritrovi di fronte e sai che può accadere di tutto, anche che inventi un tunnel su Calafiori per servire una palla in profondità trasformando una palla semplice in un pericolo vero. I grandi calciatori sono così. Ma l'Italia ha retto a lui e all'urto dei padroni di casa che dall'altra parte avevano anche Doué e poi Dembélé, oltre a Cherki e Rabiot sempreverde. Tutti rapidi, abili negli inserimenti e nello scambiarsi le posizioni. Tutti contro il muro di gomma azzurro, laddove giganteggia Kayode. Menzione particolare per il difensore, muscoli e cervello.

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A conti fatti, a poter recriminare è stata proprio la Nazionale che ha avuto con Kean e Frattesi le occasioni più nitide per passare in vantaggio nel primo tempo. L'uno ha ciabattato una conclusione a pochi passi dalla porta, mangiando un gol già fatto. L'altro è stato sfortunato perché il tiro scoccato da dentro l'area è stato deviato quel tanto bastato a spedire la palla fuori di pochissimo. Pure Donnarumma ha fatto quel che doveva (e anche di più): due parate da grande campione stoppano Doué e Dembélé poi smanaccia lontano un tiro a giro di Olise. Sempre lui. C'è il suo piede d'oro nella punizione che regala il vantaggio a Les Bleus: palla che sbatte sotto la traversa e s'insacca all'incrocio dei pali. Chapeau.

Se la vittoria a Bursa era servita a scacciare cattivi pensieri e a ripulire l'autostima, la prestazione a Parigi è stata confortante e ha alzato l'asticella della fiducia. Ma loro hanno Olise che la mette dentro appena può, noi Kean che a porta vuota bisticcia coi piedi. Poi c'è Bastoni, che pensa per sé e per tutti. Vergara che entra con personalità e mette lo zampino nell'azione che ammutolisce i francesi. Gigio strozza l'urlo in gola anche a Camavinga. Barella e ancora Kean spaventano Maignan. Rien ne va plus. Au revoir, si torna in Italia: lunedì a Bologna c'è la Turchia.

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