Contro la Francia di Zidane, a Parigi, l'Italia ha preso molto di più di un punto. Il pareggio per 1-1 in Nations League non è stato il risultato di una prova perfetta, ma vera. Una partita sporca, dura, difficile sotto il profilo emotivo: vi è restata dentro senza sfaldarsi, tenuta assieme (anche) dalle mani di Donnarumma. Non serviva l'impresa, serviva una Nazionale che smettesse di avere paura. E non si è nascosta.
Non ha avuto timori reverenziali nel catino di Saint-Denis, che sembrava apparecchiato per far festa con Zizou. Non ne ha avuti contro un avversario sulla carta superiore, poi il campo ha detto che puoi addirittura perdere anche se hai Olise e compagnia bella dalla tua parte. Non ne ha avuti Roberto Mancini, che ha dato un segnale forte di fiducia schierando 3 attaccanti di ruolo: ha creduto nella squadra, ha avuto ragione. Non ne voleva una che pensasse solo a difendersi e basta, ma che costringesse la Francia a preoccuparsi. Uscire dal pressing era l'esame, la Nazionale lo ha passato. Non sempre in maniera pulita, ma ce ‘ha fatta. Non ha perso la testa, ha tenuto il campo anche quando è stata sotto pressione o addirittura ha incassato il gol (bellissimo) su punizione. Poteva essere una mazzata tremenda, non s'è disunita.
Ci ha pensato Gigio a caricarla sulle spalle. È una garanzia di livello assoluto. Davanti a lui la difesa regge. Bastoni, Calafiori e Scalvini fanno una partita di letture giuste, non solo di duelli. Poi c'è Kayode: non aspetta che la partita gli venga incontro. Se la va a prendere. A centrocampo Frattesi è ovunque, conferma che là in mezzo è imprescindibile. Poi ci sono altri dettagli che fanno la differenza: Sebastiano Esposito non dimenticherà mai una serata come quella parigina. Fa tutto quel che deve e bene.
E che dire di Vergara? Entra e cambia il ritmo, mostra personalità all'esordio in Azzurro in uno stadio che farebbe tremare le gambe. Non a lui che aggredisce, corre e accende la scintilla da cui poi divamperà il gol di Bastoni per la caparbietà del contrasto intrapreso anche con Upamecano che è più grosso di lui. Pio Esposito e Kean si sono battuti bene contro i centrali francesi.
La fotografia è tutta qui: la Nazionale non ha avuto paura. Ha sofferto e rischiato ma non ha giocato solo per non prenderle. Lo dicono anche i numeri, considerata la statistica sui gol attesi: 1.45 rispetto a 1.22 dei transalpini; 2 grandi occasioni create. L'Italia ha scoperto che può stare dentro una gara di alto livello anche senza essere perfetta. Era ora.