Giampaolo Minnucci: “Varenne è stato una leggenda, ciò che ha fatto è irripetibile nella storia”
La morte di Varenne segna un punto di svolta nella storia dell'ippica mondiale. Per raccontare cosa abbia rappresentato il "Capitano" dentro e fuori dalla pista, nessuno possiede una prospettiva autentica e viscerale come quella di Giampaolo Minnucci, il driver che ne ha guidato il talento eccezionale in ogni grande impresa, dal Petit Port di Nantes fino alle vette leggendarie dell'Amerique e dell'Elitlopp.
In questa intervista rilasciata a Fanpage, Minnucci condivide il ricordo intimo e doloroso per la perdita del trottatore più forte di tutti i tempi, il più vincente di sempre: il racconto dell'uomo che ne ha tenuto le redini, vissuto la gloria irripetibile e affrontato l'addio a un compagno di vita entrato nel mito.
Cosa ha rappresentato Varenne per lei e per l'Italia?
"Lui non era un cavallo, io l'ho sempre definito "il" cavallo. Perciò uno su tutti, anche perché quello che ha fatto Varenne credo che sia irripetibile".
Varenne è stato il trotto italiano nel mondo.
"Noi abbiamo vinto in tantissimi paesi, abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere non una volta, due volte, ma tre volte addirittura. In tutto questo possiamo dire che Varenne si racchiude in una sola parola, credo, una leggenda, perché lui è entrato nella leggenda. Come si dice, la storia prima va fatta e poi va letta".
Ed è entrato nella storia.
"È un cavallo che è andato a finire su tutti i rotocalchi, un cavallo che è andato a finire perfino sull'Enciclopedia Treccani. Era un cavallo che mi ha permesso di prendere un'onorificenza del Presidente della Repubblica come Cavaliere allo Sport".
Cos'è stato per lei Varenne?
"Varenne l'abbiamo portato negli studi televisivi e puoi immaginare portare un cavallo dentro a uno studio televisivo cosa significhi. Aveva un'intelligenza, una bontà, un altruismo fuori dal comune".
Quali sono stati i successi conquistati con Varenne?
"Varenne vince due volte l'Amerique, che non l'ha vinto mai nessun italiano al mondo. Varenne vince due volte l'Elitlopp, fa il record del mondo in America a Meadowlands e vince per tre volte la World Cup su un circuito di tre Stati: Francia, Svezia e America. Vincerà 63 corse su 72".
Com'è nata la sua storia con Varenne?
"L'ho comprato io personalmente per conto del proprietario Enzo Giordano che poi dopo è stato il proprietario fino alla morte sua e fino alla morte del cavallo".
Come ha ricevuto la notizia della sua morte?
"Quando ricevi una notizia alle 3:35 di notte dal custode di Varenne, capisci che non è una bella telefonata…".
L'immagine che si porterà sempre dietro di Varenne.
"La prima volta che l'ho visto, quello è poco ma è sicuro. Quando l'ho acquistato per conto di Giordano, qualcosa aveva colpito subito sia me che l'allenatore".