Uno degli avversari di Verstappen in Max vs 100: c’era una sola regola da seguire, non farlo fuori
Basta rivedere la partenza di Max Verstappen dalla 101sima posizione della gara di kart "Max vs 100", organizzata dalla Red Bull, per capire come fosse chiaro fin dall'inizio che al quattro volte campione del mondo di Formula 1 non sarebbero serviti gli interi 30 giri e 75 minuti fissati come limite per superare tutti gli avversari. Il 28enne olandese ci è riuscito infatti prima della metà dei giri previsti, dopo che nella prima tornata aveva recuperato ben 64 posizioni, risalendo già al 37° posto. Una partenza fulminante, anche se qualcuno ha gettato un'ombra sulla condotta di Verstappen, uscito nell'erba col suo kart tagliando così una curva e guadagnando ulteriormente posizioni (qui sotto il video, l'episodio è dopo 20 secondi).
Henry Williams, uno dei concorrenti di "Max vs 100″: Quello che ha fatto Verstappen è illegale"
"Ero assolutamente entusiasta della mia partenza – è la testimonianza di uno degli avversari di Max, Henry Williams – Avevo superato la prima curva, avevo evitato ogni contatto. Non avevo visto Max nemmeno una volta. Fino a quando non l'ho visto. Mentre mi avvicinavo alla seconda curva, ho visto l'olandese volante sfrecciare sull'erba della prima curva. Ora, per gli appassionati di F1, saprete che quello che ha fatto era illegale. Non si può semplicemente lasciare la pista per ottenere un vantaggio. Penso di aver alzato le braccia in aria per la frustrazione mentre mi superava. Subito dopo è stata esposta la bandiera gialla su tutto il circuito e non è stato consentito alcun sorpasso per il resto del giro. Ingenuamente mi chiedevo se gli avrebbero ordinato di restituire la posizione, ma non è stato così. Io e circa altre 60 persone siamo stati quindi eliminati e ci è stato ordinato di tornare al paddock".
Williams è un giornalista del Daily Mail che generalmente si occupa di calcio e produce anche un podcast a tema, ma in questa occasione ha indossato i panni di inviato speciale che ha partecipato alla gara di kart, allestita come impresa per testare le abilità al volante di Verstappen: "Mercoledì sera sono stato uno dei 100 più fortunati al mondo, un'emozione che non dimenticherò mai – ha raccontato il giorno dopo, spiegando come una brutta qualifica non lo abbia messo nelle migliori condizioni di difendersi in gara dalla risalita veemente di Max in versione ‘Pac Man' che ingoiava tutti – Mi sono qualificato 73°, proprio al confine tra la situazione in cui ‘dovrei farcela a superare la prima curva prima che Max mi prenda' e quella in cui ‘sei spacciato'…".
La sola regola da osservare tassativamente per i partecipanti: non rischiare disastri con Max
L'avversario di Verstappen ha poi raccontato che tutto il gruppo è stato catechizzato prima del via sulla sola regola da seguire tassativamente: "Le due ore che avevamo a disposizione prima dell'inizio della gara sono servite ad assistere al briefing finale del direttore di gara, il cui messaggio chiave era un categorico ‘non rovinate tutto facendo fuori Max Verstappen quando è nel pieno della stagione'. Una regola molto giusta, e pienamente rispettata da tutti". Insomma, ok difendere strenuamente la posizione per non essere eliminati, ma guai a rischiare di coinvolgere il pilota della Red Bull in un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze anche fisiche per il campione di Formula 1.
Perché la Red Bull ha organizzato "Max vs 100": il reale valore dell'iniziativa
Iniziative come "Max vs 100" incarnano la definitiva dissoluzione del confine tra competizione agonistica e puro intrattenimento, trasformando un campione del mondo di Formula 1 nel protagonista di uno show altamente virale. Infatti i video della gara hanno fatto milioni di visualizzazioni sui social. Misurarsi contro 100 personalità dei media sulla pista da kart allestita a Silverstone non ha alcun valore sportivo in senso stretto, ma risponde alla fame del pubblico per cose di questo tipo, orientate alla massima spettacolarizzazione e comprensibili senza difficoltà solo guardandole . Chiaramente è tutta pubblicità per la Red Bull, impegnata a conquistare un mercato che va ben oltre i consumatori di energy drink.