@julian hargreaves
in foto: @julian hargreaves

La leggerezza (calviniana) come apriscatole del dolore, un modo per renderlo condivisibile. È il tono lieve, ma profondo, che "Oggi faccio azzurro" di Daria Bignardi, romanzo di recente uscita per Mondadori della scrittrice, giornalista e volto noto della tv, che ci regala una prova narrativa solida e poetica. Bignardi lo definisce un "romanzo quasi comico, che fa ridere" nell'intervista esclusiva realizzata da Fanpage.it. "Un funerale riuscito è un funerale dove si ride" dice la conduttrice de L'Assedio. "Una risata può esprimere tutto, l'amore, il dolore, la possibilità di condividerlo, quel dolore" riflette confidando ai microfoni il dolore provato alla morte dei suoi genitori. "Quindi sì, la leggerezza calviniana ci può aiutare in tutto. Anche perché ci permette di condividere quel dolore, perché la cosa più brutta è la solitudine, più riusciamo a condividere e meno siamo angosciati da quel che succede. Soprattutto oggi".

"Oggi faccio azzurro ha un sacco di voci, tre protagonisti, anzi quattro. Tutti hanno in comune il fatto di aver subito un abbandono: Galla, Bianca, Nicola e poi Gabriele, il fantasma."

È Gabriele Münter, pittrice vissuta a inizio Novecento, compagna del genio di Vasilij Kandinskij e voce fuori dal coro del romanzo. "L'ho conosciuta in una galleria d'arte a Monaco di Baviera, esattamente come l'ha conosciuta Galla dice Bignardi. "Quel giorno ero nervosa, andai con un'amica alla mostra e lì scoprii una pittrice che mi ha rapito per la qualità delle sue opere, per ciò che le sue opere comunicano. E poi la sua biografia somigliava incredibilmente a quella della protagonista, Galla, da quel momento si è imposta in questa storia ed è diventata una dei protagonisti.