Brandon Lee nei panni de "Il Corvo", film che gli costò la vita.
in foto: Brandon Lee nei panni de "Il Corvo", film che gli costò la vita.

Il tragico incidente che ha colpito Yann Arnaud ha lasciato il pubblico sgomento: l’acrobata è precipitato al suolo durante la sua esibizione per il Cirque du Soleil a Tampa, in Florida. Un professionista con un’esperienza decennale alle spalle, morto in seguito ad una terribile fatalità mentre faceva ciò che più amava: quello di Arnaud, purtroppo, non è l’unico caso di morte “sul palcoscenico”. Nel corso della storia del cinema, soprattutto, ma anche del teatro e della letteratura, moltissimi sono stati i personaggi morti sulla scena o nelle sue vicinanze.

Brandon Lee sul set de “Il Corvo”

L'attore Brandon Lee, morto giovanissimo sul set de "Il Corvo".
in foto: L’attore Brandon Lee, morto giovanissimo sul set de "Il Corvo".

Nel 1993 Brandon Lee gira il film che lo renderà famoso in tutto il mondo: ma “Il Corvo”, adattamento cinematografico dell’omonimo fumetto, gli costerà anche la vita. Il 31 marzo, mentre si trova sul set del film di Alex Proyas, Brandon Lee viene ferito mortalmente da un colpo di pistola: l’attore muore dopo un’operazione durata 12 ore nel vano tentativo di risanare le gravi ferite provocate da un frammento di proiettile finito accidentalmente nell’arma da fuoco. L’ultima scena che lo vede protagonista è quella in cui Eric Draven viene ucciso da Funboy e, per una tragica ironia della sorte, la morte portata sul grande schermo da Lee non sarà solo una finzione.

Martha Mansfield e l’abito incendiato

Martha Mansfield sul set di un film del 1923 con Bela Lugosi.
in foto: Martha Mansfield sul set di un film del 1923 con Bela Lugosi.

La morte di Martha Mansfield fu una macabra combinazione di negligenza e casualità, forse la prima della storia del cinema: l’attrice, già famosa nel mondo del teatro per la sua eccezionale bellezza, si trovava sul set del film “The Warrens of Virginia” di Elmer Clifton quando il suo abito di scena prese fuoco avvolgendola in un rogo mortale. Il tutto fu dovuto alla disattenzione di un automobilista che, passando accanto al luogo in cui la Mansfield girava la scena, gettò dall’auto in corsa un mozzicone di sigaretta: l’abito, fatto di un materiale altamente infiammabile, le costò la vita.

Molière e “Il malato immaginario”

Ritratto di Molière.
in foto: Ritratto di Molière.

L’autore di drammi di grande successo come “L’Avaro” e “Il Tartuffo” morì poche ore dopo la messa in scena di un’altra delle sue opere più famose: il 17 febbraio 1673 Molière è alle prese con la rappresentazione de “Il malato immaginario”, e già da tempo soffre di violenti attacchi di tosse dovuti ad una grave forma di tubercolosi. Durante le prove gli spasmi non gli danno tregua, portandolo alla morte solo poche ore dopo aver vestito i panni dell’ipocondriaco Argante. La morte del grande drammaturgo francese ha dato origine ad una delle superstizioni più durature del mondo del teatro: è consuetudine, per gli attori francesi, evitare di portare abiti di colore giallo in scena, in quanto Molière indossava proprio tale colore al momento della morte.

Gabriele D’Annunzio: morto allo scrittoio

Gabriele D'Annunzio in una foto scattata da Eleonora Duse.
in foto: Gabriele D’Annunzio in una foto scattata da Eleonora Duse.

Una vita spettacolare, quella di Gabriele D’Annunzio: se si accetta questa interpretazione, fortemente voluta dallo stesso poeta, non è errato affermare che egli morì “in scena”, il 1 marzo del 1938. Il Vate si trovava nel Vittoriale, la monumentale villa voluta per celebrare i fasti di una vita inimitabile, quando un’emorragia celebrale gli toglie la vita: sono le ore 20:05, e D’Annunzio è seduto al suo scrittoio impegnato nella lettura del Lunario Barbanera alla pagina dei necrologi illustri. Nonostante la morte per cause naturali sia stata confermata anche dal medico che eseguì l’autopsia, la leggenda che vuole D’Annunzio morto di un’overdose, forse intenzionale, di farmaci non è mai stata smentita.

Houdini e quel colpo fatale

Houdini durante un suo numero di escapologia.
in foto: Houdini durante un suo numero di escapologia.

L’amore per il rischio che lo aveva reso famoso in tutto il mondo fu anche per lui fatale: anche Harry Houdini, morto la notte di Halloween del 1926, è passato alla storia per una morte “sulla scena”. Non accadde durante uno dei suoi mirabolanti trucchi di magia, bensì a causa del suo fisico leggendario: mentre Houdini si trovava a Montreal, uno studente della McGill University chiese di poter mettere alla prova il celebre illusionista colpendolo ripetutamente con dei pugni all'addome. Una pratica normale per il grande mago, che quella volta però non riuscì ad incassare il colpo: uno dei ganci dello studente gli lesiona gravemente l’appendice, portandolo in pochi giorni alla morte per peritonite.