Chi frequenta le sale teatrali e magari ha qualche dimestichezza in più con le compagnie teatrali sa bene che di tutte le opere di William Shakespeare ce n'è una che non viene mai nominata, nemmeno da coloro che la interpretano o la stanno portando in scena, perché il solo dirla porterebbe sfortuna. Stiamo parlando del famoso – e ormai famigerato – "dramma scozzese", come viene appellato nel mondo teatrale, "Macbeth" o "The Tragedy of Macbeth". Una sorte assurda, quindi, legherebbe Shakespeare alla grande, grandissima, e altrettanto sfortunata Mia Martini.

Una delle più note e citate tragedie shakespeariane, la più breve (in soli cinque atti), il Macbeth racconta gli effetti catastrofici dell'ambizione politica. Rappresentato migliaia di volte nel corso dei secoli, Macbeth è divenuto l'archetipo per eccellenza della brama di potere sfrenata e dei suoi pericoli. Definizione che non esaurisce la complessa vicenda di Lady Macbeth, una delle opere più importanti non solo di Shakespeare, ma del teatro mondiale.

Che tuttavia è fonte di paranoia per qualsiasi attore, regista e compagnia teatrale degna di tale nome. Perché sin dalla sua prima messa in scena, proprio come è accaduto alla povera "Mimì" Mia Martini, una superstizione nata dal nulla si è diffusa attraverso i secoli, perché porterebbe sfortuna. Quella maledetta jella che è più leggenda che altro.

Il dramma scozzese”, così viene chiamato in maniera scaramantica, è legato nel mondo teatrale a una leggenda funesta. Citandolo, riferendosi a qualche battuta o a qualche evento del dramma dentro ad un teatro, esso concorre a provocare un molto probabile evento tragico e sfortunato, a meno che non si ricorra a rituali di purificazione che oramai rodati da secoli di sventure, concorrono a preservare la salute stessa del teatro e degli attori.

Ma a cosa e a chi avrebbe portato sfortuna il Macbeth? Macbeth è stato responsabile di una sbalorditiva serie di funesti incidenti teatrali, fin dalla morte di tre scenografi e costumisti avvenuta in circostanze drammatiche durante la produzione del 1930 del regista John Gielgud, fino allo spettacolare e terribile incidente dell’attrice Diane Wynyard avvenuto nel 1948 la quale cadde rovinosamente da più di cinque metri mentre camminava al di sopra del palcoscenico sopra delle strutture sopraelevate durante la scena del sonnambulismo di Lady Macbeth per finire rovinosamente su una fossa. Un secolo prima 23 spettatori furono travolti a morte quando una rivolta scoppiò durante una rappresentazione in Astor Place a New York. Ovviamente tutte casualità, se non vere e proprie dicerie, che da tempo calano sul capo di una delle più grandi opere del teatro. Ma dev'essere un tragico destino quello che accomuna i grandi, essere oggetto di invidia fino ad arrivare a questo punto. William Shakespeare come Mia Martini.