Una copertina Garzanti del libro "Cuore" di Edmondo De Amicis
in foto: Una copertina Garzanti del libro "Cuore" di Edmondo De Amicis

Il 17 ottobre 1886 usciva in libreria per la prima volta il libro "Cuore". 130 anni fa, dunque, la casa editrice Treves pubblicava a Torino il romanzo "Cuore" di Edmondo De Amicis, scrittore già apprezzato per racconti, inchieste giornalistiche e resoconti di viaggi.

Perfettamente inquadrato nel clima postunitario, il libro conquistò subito pubblico e critica con il suo spaccato di una piccola Italia fatta di eroismi, buoni sentimenti, amore di patria e rispetto per istituzioni e genitori.

Strutturato in forma di diario, protagonista è l’alunno Enrico Bottini che annota i fatti salienti di ogni giorno, descrivendo quello che accade ai suoi compagni, i racconti mensili del maestro e gli insegnamenti morali dei genitori.  Da queste pagine emergono personaggi memorabili come la maestrina della penna rossa, il perfido "Franti", il generoso "Garrone"; accanto ai protagonisti dei racconti mensili il "tamburino sardo", la "piccola vedetta lombarda", il "piccolo scrivano fiorentino".

Da tempo, ormai, nell'immaginario nazionale il libro di Edmondo De Amicis è stato quasi dimenticato, considerato come datato e retorico. A partire dal secondo dopoguerra, il suo valore pedagogico fu messo in discussione per i toni moraleggianti e il facile sentimentalismo lontano dalla realtà. Eppure, all'epoca della sua pubblicazione, fu considerato uno dei migliori esempi di letteratura per ragazzi. Ecco 5 curiosità che non tutti conoscono relative al romanzo più famoso di Edmondo De Amicis.

"Cuore", il primo best seller dell'Italia unita

Il successo di "Cuore" tra il pubblico fu da subito enorme. Nella sua prima pubblicazione, il romanzo fu ristampato in 41 edizioni e in seguito tradotto in 25 lingue, accolto come testo educativo da far leggere ai ragazzi di ogni generazione. In poco tempo arrivò a vendere 2 milioni di copie, uno dei maggiori best seller italiani con "Pinocchio" di Carlo Collodi.

 Il 17 ottobre 1886: primo giorno di scuola

"Cuore" fu pubblicato per la prima volta il 17 ottobre 1886, quel giorno nell'Italia umbertina era il primo giorno dell'anno scolastico. La casa editrice milanese Treves decise che il romanzo dovesse uscire quel giorno per  come libro per ragazzi, la casa editrice milanese Treves fece uscire sperando, in questo modo, di favorire le vendite dello stesso. E infatti il romanzo ebbe subito grande successo.

Gli adattamenti per lo schermo

L'opera deamicisiana ispirò due film (il primo nel 1948 con Vittorio De Sica), uno storico sceneggiato televisivo (prodotto dalla Rai nel 1984) e due cartoni animati della Nippon Animation.

La critica di Umberto Eco

Nel 1962, nel suo noto "Diario Minimo", il grande scrittore e filosofo Umberto Eco scrisse un "Elogio di Franti" (Franti era il personaggio "negativo" del romanzo), in cui in cui il libro "Cuore" veniva individuato come turpe esempio di pedagogia piccolo borghese, classista, paternalistica e sadicamente umbertina.

[…] Ecco dunque profilarsi l’idea di un Franti come motivo metafisico nella sociologia fasulla del Cuore. Il riso di Franti è qualcosa che distrugge, ed è considerato malvagità solo perché Enrico identifica il Bene all’ordine esistente e in cui si ingrassa. Ma se il Bene è solo ciò che una società riconosce come favorevole, il Male sarà soltanto ciò che si oppone a quanto una società identifica con il Bene, ed il Riso, lo strumento con cui il novatore occulto mette in dubbio ciò che una società considera come Bene, apparirà con il volto del Male, mentre in realtà il ridente­ – o il sogghignante – altro non è che il maieuta di una diversa società possibile. […]

Il romanzo laico di Edmondo De Amicis

Secondo lo storico Lucio Villari il libro "Cuore" è, fra i libri italiani di stampo pedagogico, quello che contiene il minor numero di riferimenti alla storia sacra, ai sacramenti, alle festività cristiane. De Amicis, convinto socialista e patriota, d'altronde, aveva combattuto durante le guerra d'indipendenza, era espressione di quell'Italia laica e risorgimentale che non amava guardare alla neonata nazione italiana come al paese della religione cattolica.

Nella lettera della madre, intitolata "Speranza", si parla di Dio e di "un'altra vita, dove chi ha molto sofferto in questa sarà compensato, dove chi ha molto amato sulla terra ritroverà le anime che ha amate, in un mondo senza colpe, senza pianto e senza morte". E si aggiunge: "Noi dobbiamo rendercene degni tutti, di quell'altra vita". L'amore per la patria è un altro tema fondamentale: patria è l'ideale supremo e la patria è impersonata dal regio esercito e dal monarca. Accanto a questo motivo, fa capolino l'organizzazione umanitaria, la carità organizzata nei vari istituti di beneficenza.