Dopo un interrogatorio fiume andato avanti per tutta la notte avrebbe confessato di aver strangolato il figlioletto di cinque anni ed è stato arrestato. In manette finisce un uomo di ventiquattro anni di origini macedoni, padre del bambino trovato morto giovedì a Cupramontana, in provincia di Ancona. Il giovane si chiama Besart Ineri, è disoccupato e avrebbe dei problemi psichiatrici. Apparso frastornato, è stato interrogato nella caserma dei carabinieri alla presenza del pm Valentina Bavai e avrebbe fornito risposte confuse, tali comunque da fornire sufficienti elementi di colpevolezza. Da quanto emerso, l'uomo avrebbe strangolato il piccolo nella sua auto parcheggiata davanti l’abitazione di via Bonanni. La madre del bimbo, una ragazza in attesa del suo terzo figlio, si trovava in casa al momento della tragedia: è stata lei a chiamare i soccorsi, ma i tentativi di rianimare il piccolo effettuati dai sanitari della Croce Verde accorsi sul posto sono stati inutili.

La madre sotto shock in ospedale – La donna, sotto shock, è stata ricoverata per un malore presso l’ospedale di Jesi. La giovane coppia ha un altro bambino di due anni. La famiglia non era seguita dai servizi sociali del Comune, perché – ha detto il sindaco Luigi Cerioni – non aveva chiesto assistenza. Ancora da capire le motivazioni che avrebbero spinto il giovane macedone a uccidere il figlioletto. La Procura ha disposto l'autopsia sul corpo del piccolo che potrà chiarire con esattezza la causa della morte: la prima indagine esterna sul cadavere sembrerebbe indicare che il bambino sia stato strozzato a mani nude. I carabinieri hanno posto sotto sequestro sia l'abitazione di via Bonanni, sia la vettura all'interno della quale si presume si sia consumato il delitto.