
La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative a storie che riguardano il mondo del lavoro e sulle vite in generale delle famiglie. Invitiamo i nostri lettori a scriverci le loro storie cliccando qui.
Pubblichiamo di seguito la lettera che ci ha scritto una nostra lettrice che ci ha raccontato la decisione presa insieme a suo marito per il bene dei suoi figli: dopo anni di vita al Nord, hanno deciso di mollare tutto e rinunciare alla vita che avevano per tornare nella loro Sicilia.
La lettera a Fanpage.it
Ho deciso di scrivere questa lettera per raccontarvi la storia della mia famiglia. Io e mio marito ci siamo conosciuti nel 2017, eravamo entrambi lavoratori dipendenti, io per la GDO all'epoca già da 7 anni e lui in ambito edilizio. Nel giro di 6 mesi ci siamo fidanzati, poi sposati e lo stesso anno abbiamo anche avuto il nostro primo figlio. Ora siamo una famiglia con due bambini che hanno un anno e mezzo di differenza e abitiamo in una villetta nel parco dell’Etna, lontani da stress, smog e caos cittadino seppur a 2 km dal centro del paese. Abbiamo vissuto per cinque anni in provincia di Modena, siamo partiti quando mio figlio piccolo aveva appena un mese e mezzo. Mio marito ha ricominciato a lavorare per una ditta edile mantenendo il suo mestiere inizialmente, ma faceva molti chilometri al giorno e rientrava la sera molto tardi. Quindi dopo due anni e mezzo di sacrifici ha cambiato per fare un lavoro meno retribuito ma a due passi da casa, in un'azienda metalmeccanica. Io ho cresciuto i bimbi per i primi anni e poi, essendo iscritta in graduatoria come personale ATA, ho lavorato due anni (appena i bambini sono cresciuti un po' di più) nelle scuole della provincia Modenese. Nonostante tutto, circa un anno fa abbiamo deciso di rientrare nella nostra Sicilia e di trasferirci mollando tutto. Purtroppo quella che avevamo costruito non era la vita che volevamo per i nostri figli. Inquinamento perenne, molte ore per raggiungere il mare e continui soldi spesi per fare stare i bambini in qualche parco giochi al coperto. Lavorare per pagare le spese (come tutti) ma una quotidianità serrate, fatta di stress, scadenze, continui malanni. Poi un giorno durante una visita pediatrica l’illuminazione: i bambini necessitano di iodio, aria aperta, ritmi rallentati, serenità. E la mente e il cuore ci hanno assecondato in questa decisione per il bene della nostra famiglia.