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La lite per droga, poi gli spari: così è stato ucciso Daniele Cacciarru, arrestato un 61enne a Santadi

Daniele Cacciarru, 35 anni, è stato ucciso con un colpo di fucile nelle campagne di Santadi, in Sardegna. Per l’omicidio è stato arrestato il 61enne Graziano Porcu, che ha confessato sostenendo di aver agito per difendersi: “Sono entrati in casa, erano armati di roncola o coltelli”. Gli investigatori ricostruiscono il delitto maturato sullo sfondo di un presunto affare di droga.
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L'incontro era stato fissato per chiarire un dissidio che, secondo gli investigatori, sarebbe nato nel contesto dello spaccio di stupefacenti. In pochi minuti, però, la situazione è degenerata fino a trasformarsi in un omicidio. Daniele Cacciarru, 35 anni, è stato ucciso con un colpo di fucile esploso a distanza ravvicinata all'interno di un casolare nelle campagne di Santadi, nel Basso Sulcis, in Sardegna. Per il delitto è stato arrestato il 61enne Graziano Porcu, che ha ammesso di aver sparato sostenendo di aver agito per difendersi.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, tutto è accaduto intorno alle 7.30 di venerdì 10 luglio, quando Cacciarru si è presentato nell'abitazione di Porcu insieme ad altre due persone. Alla base dell'incontro ci sarebbe stato un presunto affare di droga finito male, forse una fornitura mai saldata. Tra i due sarebbe scoppiata una discussione sempre più accesa, culminata quando il 61enne ha imbracciato un fucile e ha fatto fuoco, colpendo il 35enne tra il petto e il collo e uccidendolo sul colpo.

Dopo lo sparo, i due uomini che accompagnavano la vittima si sarebbero allontanati in auto, mentre Porcu è rimasto sul posto. È stato lui stesso a chiamare il 112: "Venite, ho sparato e ucciso una persona, ma l'ho fatto per difendermi da un'aggressione", avrebbe riferito ai militari. Quando i carabinieri della compagnia di Carbonia sono arrivati sul luogo del delitto, lo hanno trovato a pochi metri dal corpo senza vita del 35enne.

Durante l'interrogatorio il 61enne ha ribadito la propria versione. "Sono entrati in casa, erano armati di roncola o coltelli e mi sono difeso", avrebbe raccontato agli investigatori. Una ricostruzione che i carabinieri e gli specialisti del Ris di Cagliari stanno cercando di verificare attraverso i rilievi eseguiti sulla scena del crimine. Resta inoltre da ritrovare il fucile utilizzato per l'omicidio, che l'indagato non avrebbe consegnato agli investigatori e che, al momento, non risulta regolarmente detenuto.

Nella tarda serata di venerdì Porcu è stato trasferito nel carcere di Uta con l'accusa di omicidio volontario. Intanto i carabinieri hanno già ascoltato uno dei due uomini che accompagnavano Cacciarru e proseguono gli accertamenti per chiarire il ruolo dell'altra persona presente. Lunedì 13 luglio sarà eseguita l'autopsia sul corpo della vittima, che dovrà fornire ulteriori elementi utili a ricostruire con precisione la dinamica del delitto.

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