È definitiva la condanna a venti anni di carcere per Fabio Di Lello, l’uomo che il primo febbraio del 2017 uccise a Vasto, in Abruzzo, Italo D’Elisa, un giovane “colpevole” di aver provocato tempo prima un incidente stradale in seguito al quale era morta la moglie dell’imputato. I giudici della Suprema Corte si sono espressi mercoledì sul ricorso presentato dalla difesa di Di Lello e su quello presentato dalla procura e hanno appunto confermato la condanna a venti anni di carcere stabilita in appello. Fabio Di Lello uccise Italo D’Elisa per "vendicare" la morte della moglie Roberta Smargiassi nell’incidente avvenuto sette mesi prima del delitto a Vasto. Alla guida dell’auto che travolse lo scooter della donna c’era appunto D’Elisa, ventiduenne che poi ha trovato la morte in strada, freddato dal marito di Roberta con un’arma acquistata per esercitarsi a sparare al poligono di tiro.

Gli avvocati di Fabio Di Lello: “Ora il momento del silenzio” – Il sostituto pg Simone Perelli ha chiesto alla prima sezione penale di rigettare il ricorso del procuratore generale che chiedeva di aumentare la pena, escludendo le attenuanti generiche, riconosciute invece dall’appello che aveva ridotto di dieci anni la condanna emessa in primo grado. Allo stesso tempo andava rigettato, secondo il pg, il ricorso della difesa dell’imputato, che tra le altre cose chiedeva di riconoscere l’incapacità di intendere e volere. L’udienza di ieri in Cassazione è durata circa tre ore e vi hanno preso parte i legali della difesa, Pierpaolo Andreoni e Giuliano Mila: “Sono passati tre anni dal funerale di Roberta – ha detto l’avvocato Andreoni – ed è arrivato il momento del silenzio, Fabio sconterà la sua pena ma abbiamo chiesto che sia una pena giusta. Il vero neo di questo processo è stata la fase istruttoria durata 23 giorni, con tre famiglie che piangevano. Si è celebrato un processo per omicidio con quattro udienze”.