"Stiamo lavorando al piano per la distribuzione del vaccino anti Covid, c'è una squadra coordinata dal professor Rezza che sta studiano il piano più adeguato alla nostra realtà". A dirlo, nel corso di un'intervista rilasciata a Sky Tg24, il professor Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute. "Stiamo lavorando e siamo perfettamente in tempo. Alcuni Paesi hanno dei piani nazionali perché la responsabilità è nazionale. Noi abbiamo le regioni e dobbiamo fare un piano che contemperi questa frammentazione e lo dobbiamo fare in maniera consensuale, quindi noi siamo svantaggiati nella rapidità decisionale”. L'annuncio arriva all'indomani della nomina di Domenico Arcuri come responsabile del piano operativo per la distribuzione dei vaccini in Italia, e a pochi giorni dalla notizia più attesa degli ultimi mesi, quella dell’efficacia al 90% del vaccino anti-Covid messo a punto da Pfizer-Biontech, farmaco che potrebbe essere messo a disposizione dell'Italia all'inizio del 2021.

Ricciardi: "Non è escluso lockdown nazionale"

Ricciardi ha anche parlato dell'andamento dei contagi: "Siamo nella direzione giusta, ma dobbiamo aspettare una decina di giorni. Le misure introdotte per dare degli effetti stabili bisogna valutarle dopo due settimane", ha dichiarato a proposito dell'ultimo Dpcm, mentre in merito all'ipotesi caldeggiata dai medici di un lockdown generalizzato è stato chiaro: "Non è scongiurato, in molte regioni la situazione sta peggiorando, in altre è stabile. Va arrestato il peggioramento e invertita la curva. Solo quando ciò avverrà potremo trarre delle conclusioni, ma tutti stiamo cercando di evitare il lockdown nazionale".

Ricciardi: "Necessario che le regioni forniscano dati esatti"

Un'ulteriore riflessione è stata fatta sui numeri dell'emergenza, dati sui quali viene basata la classificazione delle aree in gialle, arancioni e rosse; secondo il consulente del Ministro della Salute è necessario che "le regioni alimentino il sistema con dati esatti, il sistema è migliorabile, invece di 21 indicatori se ne possono avere 4-5 monitorati giornalmente. È un obbligo morale e tecnico delle regioni dare dati tempestivi e di grande qualità. Soltanto così prenderemo decisioni proporzionate e adeguate alla situazione delle regioni. Non credo ci sia malafede nella comunicazione dei dati, anche perché sarebbe un reato". Ricciardi ha aggiunto: "Sono sicuro che alcune aree metropolitane di regioni in zona gialla sono già per me zona rossa. Lo dico sulla base della pressione sugli ospedali a me riferita da colleghi di quelle regioni. In certi casi gli ospedali e i pronto soccorso sono totalmente intasati, quindi non riusciamo a curare né i pazienti Covid né i pazienti non Covid".

Ricciardi: "A Napoli va fatto lockdown"

Tra le città maggiormente a rischio c'è Napoli: "Io – sostiene Ricciardi – l'avrei dichiara zona rossa già fatto 2-3 settimane fa. Napoli  non è Avellino, va fatto un lockdown in cui si evitano scene di affollamenti e assembramenti che abbiamo visto sul lungomare, che sembrano normali perché molti interpretano la zona gialla come un liberi tutti e nello stesso tempo si dà fiato a quegli ospedali in cui succedono cose veramente incredibili: pazienti assistiti nelle loro macchine con l'ossigeno, sono scene da guerra e questo non dovrebbe succedere in zone gialle".