Dieci anni di carcere. È questa la richiesta della pubblica accusa, rappresentata davanti al Gup Ivano Infarinato dal procuratore Fabio D’Anna, per Rosario Greco, l’uomo di 37 anni che l’11 luglio dello scorso anno travolse e uccise due bambini a Vittoria, nel Ragusano. La sentenza per Greco, che deve rispondere di duplice omicidio stradale aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti, verrà emessa il prossimo 26 maggio. La pubblica accusa ha chiesto il massimo della pena considerando la scelta del rito. I legali dell’imputato, Salvatore Citrella e Nunzio Citrella, hanno chiesto che il processo si potesse celebrare con rito abbreviato.

Rosario Greco travolse col Suv Simone e Alessio D’Antonio

L’11 luglio del 2019 Rosario Greco, alla guida di un Suv, travolse i due cuginetti Simone e Alessio D’Antonio. I due bambini, di Vittoria, stavano seduti all’aperto davanti casa, in una stradina della città siciliana, in quella calda sera d’estate. I due bambini, figli di due fratelli e inseparabili compagni di gioco, avevano undici e dodici anni. L’auto guidata da Greco, che aveva bevuto e aveva fatto uso di stupefacenti, falciò a entrambi le gambe. Alessio morì la sera stessa della tragedia, il cugino Simone si spense dopo qualche giorno di agonia nonostante gli sforzi dei medici di salvargli la vita. La tragica notizia della morte del secondo bambino arrivò a Vittoria proprio mentre in chiesa si celebravano i funerali del cuginetto.

La sentenza per Greco arriverà il 26 maggio

L’udienza preliminare per Greco è iniziata a fine aprile con l’accoglimento della costituzione di parte civile avanzata da genitori, nonni e zii delle due vittime, e si chiuderà tra sette giorni con la sentenza. Parte civile il Comune di Vittoria attraverso l’avvocato Angela Bruno. Secondo la ricostruzione degli inquirenti dopo quella tragica notte, a forte velocità il conducente del Suv azzardò un sorpasso in pieno centro città a Vittoria perdendo il controllo dell'auto e travolgendo i due bambini seduti sul gradino di casa dei vicini mentre giocavano con il cellulare.