Rachid ha trovato un luogo in cui dormire, almeno temporaneamente. E' un asilo notturno in via Ravenna, procurato dal Comune di Torino, che è comunque qualcosa in più rispetto al parcheggio in cui dormiva da mesi, sopra quella Seat grigia che un amico gli aveva messo a disposizione perchè ci dormisse dentro, dopo che lo aveva notato dormire su una panchina a fine novembre del 2020, un gesto che gli ha risparmiato le durezze dell'inverno piemontese.

Rachid quell'auto non ce l'ha più: dopo che la sua esistenza è diventata di dominio pubblico e dopo un anno e mezzo che quel rottame giaceva in quel parcheggio di periferia, i Vigili Urbani del Comune di Torino hanno deciso di rimuoverla, una decisione che è apparsa quantomeno intempestiva, se non cattiva. Rashid non ha avuto neanche il tempo di trovare posto alle buste di plastica in cui aveva conservato gli abiti che i cittadini del quartiere gli hanno regalato. Sabato 3 aprile, alla vigilia di Pasqua, Rachid è in lacrime e arrabbiato con tutti. In qualche modo quell'auto era l'unica cosa che aveva e vedersela portare via lo ha distrutto psicologicamente. Gli abitanti della zona fanno una colletta e raccolgono gli euro necessari a fargli passare nel vicino albergo almeno il week-end pasquale.

Insieme a tutto il poco che aveva, Rashid si è visto recapitare anche un'altra brutta notizia. Sua moglie, che sta a Casablanca, gli ha comunicato di aver avviato le carte per la separazione: sono due anni che non si vedono e quasi 4 mesi che non si sentono, Rashid non se la sentiva di dirle che aveva fallito.

La sua storia ha destato molto interesse perchè Rashid, non più tardi di 3 anni fa, ha salvato madre e figlia da morte certa, estraendole dalle lamiere dopo un incidente stradale nella zona di Ivrea, a nord di Torino. L'Angelo che dorme in macchina aveva attirato l'attenzione di molti: com'era possibile che una persona così fosse finita in un auto di periferia, facendo difficoltà anche a raccattare 4 soldi per cenare?

Poi si sono mosse molte cose. Un imprenditore del torinese, nel settore automotive, ha offerto un contratto a tempo indeterminato a Rashid, che comincerà a lavorare giovedì in una fabbrica della provincia, un lavoro adeguato alle sue possibilità fisiche, compromesse da un'ulcera e da una gamba offesa proprio nel salvataggio di 3 anni fa; il Comune di Torino, sollecitato per trovare una rapida soluzione al problema abitativo di Rashid, gli ha proposto un posto in un dormitorio comunale; una raccolta fondi su GofundMe dedicata a Rashid ha raccolto quasi 9mila euro.

Adesso Rashid si sta calmando dopo che l'attenzione mediatica lo ha frastornato: "Non sono una persona abituata a chiedere, nè a creare problemi – mi racconta al telefono – e adesso queste cose mi serviranno per ricominciare. Dopodomani comincio a lavorare, poi arriverà la casa".

E il permesso di soggiorno? Per il momento Rashid ce l'ha valido fino alla fine di maggio, quindi due mesi buoni, il tempo di consolidare la sua situazione lavorativa e di trovare una nuova casa. Poi rimane il pezzo più difficile, cercare di recuperare il rapporto con sua moglie e con suo figlio di 11 anni, ma questa è un'altra storia.