Ennesima aggressione subita da Vittorio Brumotti. L' inviato di Striscia la Notizia, secondo quanto riporta il sito www.howtodofor.com (con tanto di video), sarebbe giunto a Pescara nel pomeriggio per recarsi al Ferro di Cavallo, il quartiere più ‘caldo’ della città, considerato la principale piazza di spaccio dell'Abruzzo, già al centro delle cronaca dopo l’aggressione subita dal collega della Rai, Daniele Piervincenzi. Brumotti, Brumotti, arrivato nel quartiere di Pescara mentre erano in azione i Carabinieri per un blitz antidroga negli alloggi dell’Ater, avrebbe voluto per documentare il livello di degrado in cui la zona versa da decenni e, secondo alcune testimonianze, sarebbe stato subito bersaglio di insulti e minacce. Il giornalista e la sua troupe sono stati accerchiati e spintonati e un operatore è finito in ospedale; la loro auto è stata presa a calci. Le perquisizioni hanno peraltro portato anche al rinvenimento di sostanze stupefacenti e all’arresto di una donna per spaccio. Alla fine sul posto sono giunte anche le pattuglie della squadra volante e solo così la situazione è ritornata alla calma.

Successivamente Brumotti ha spiegato brevemente in una delle sue stories su Instagram quanto accaduto: "Avevamo documentato il tutto, ci eravamo divertiti con tutto il rione, poi la situazione è degenerato all'improvviso: tutti si sono scagliati contro di noi ed è successo un patatrac". Anche la pagina web di Striscia ne ha parlato: "La folla si riversa in strada inseguendo la nostra troupe e spintonandola, accompagnando il tutto con urla e insulti. Neanche la presenza delle forze dell’ordine ha attenuato la rabbia degli abitanti della zona, che hanno inseguito un nostro operatore costretto a rinchiudersi in una macchina presa a calci. Grazie all’intervento di altre pattuglie la situazione è tornata pian piano alla normalità".

Il comitato di quartiere ha però puntato il dito contro l’arrivo della troupe del programma Mediaset: “Rifiutiamo questa modalità di fare giornalismo che reputiamo di basso livello. Riteniamo che questo sia il modo peggiore per affrontare le problematiche del quartiere. Non può essere spettacolarizzata in questo modo un’emergenza sociale… …tutto questo alzerà un nuovo inutile polverone che non gioverà a nessuno. I cittadini sono ancora in attesa di azioni visibili da parte delle istituzioni che hanno promesso in campagna elettorale di ripartire dalle periferie. Siamo stanchi di essere dati in pasto alla stampa in questo modo e di essere stigmatizzati da una società che non capisce i nostri disagi e una classe politica che non ha intenzione di cambiare le sorti del nostro quartiere”.