St3pNy, al secolo Stefano Lepri (Facebook).
in foto: St3pNy, al secolo Stefano Lepri (Facebook).

“Nulla mi impedirà di fare quello che amo”, così lo youtuber St3pny, al secolo Stefano Lepri, ha annunciato il suo ritorno online dopo la condanna per evasione fiscale seguita a un accertamento della Guardia di Finanza sulle proprie attività social. Lo fatto ovviamente sui social, con una storia su Intagram in cui ancora una volta si è scagliato contro lo stato e leggi italiane accusando le autorità di non intervenire nella materia e di non fare chiarezza su quali regolamenti attuare per questo tipo di attività. “C'è differenza tra essere additato come criminale e sentirsi veramente tale” ha scritto St3pny che più volte ha auspicato pubblicamene che lo Stato regolamentasse il mestiere dello youtuber.

“Il giudizio che mi è stato dato arriva, dallo stesso stato che i questi anni non è mai riuscito a fare chiarezza sul nostro lavoro” si legge nel messaggio dello youtuber, che aggiunge: “Potevano usare me come qualsiasi altro per portare alla luce che per loro è giustizia. Mi sento piccolo di fronte a tutti gli insulti che ricevo in questo momento ma sono anche uno di quei giovani che dal lontano 2012 ha creduto in sé stesso e ha lavorato quotidianamente per creare qualcosa di nuovo”. “Datemi qualche giorno e tornerò più carico di prima perché non c’è nulla che mi impedirà di continuare a fare ciò che amo” ha concluso.

Il caso dello youtuber St3pny era emerso a metà del 2019 quando a seguito di controlli nell’ambito di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Firenze era stato multato per aver evaso oltre 1 milione di euro di tasse negli ultimi 5 anni con i suoi video su internet. Per gli inquirenti del nucleo di polizia economica e finanziaria, la star di YouTube, secondo in Italia per numero di followers, in pratica avrebbe svolto la sua attività in rete in nero. Il diretto interessato aveva replicato di aver sempre pagato le tasse in buona fede e di trovarsi in questa situazione per mancanza di regolamentazione del settore.

Ne è nato un procedimento a Tribunale di Firenze concluso che nei giorni scorsi con la sua condanna a 8 mesi di reclusione per aver evaso l’Iva nel 2017 per 76mila euro non presentando la dichiarazione a fini Iva per redditi pari ai 334mila euro. La citazione legale a lui diretta si riferisce soltanto all'anno 2017, l'unico preso in analisi per la quota di evasione penalmente rilevante.