Foto di archivio
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Le hanno ritrovate abbracciate, mano nella mano, nelle profondità delle acque della Laguna. Le due donne annegate si chiamano Sanae e Bouchra e, forse, si sono tolte la vita volontariamente. È questa, al momento l'ipotesi più verosimile sulla morte delle due donne di 39 anni e una di 43, straniere, ma da anni radicate a Marghera, la cui scomparsa da una motonave ha fatto scattare l'allarme l'altra sera.

Le due donne, da dieci anni residenti in Italia e impiegate, tramite una cooperativa, come lavoratrici nel settore del turismo, ormai fermo per l'emergenza Covid, erano salite sull'imbarcazione partita a mezzanotte da Punta Sabbioni e diretta al Lido. Uniche passeggere su su un battello dove c'era il solo comandante, che non ha potuto fare a meno di notare immediatamente l'assenza di Sanae e Bouchra, alla prima fermata. A bordo erano rimaste solo le loro scarpe e una bottglia di Vecchia Romagna, vuota per metà. L'uomo ha allertato la Capitaneria di porto che ha attivato immediatamente le ricerche. Le hanno ritrovate al largo all’altezza delle paratoie del Mose.

Sono state identificate con il documento ritrovato addosso a Sanae. I residenti del loro condominio le descrivono come due donne estremamente riservate, educate. Uscivano sempre insieme e insieme rincasavano. In dieci anni non avevano mai attirato l'attenzione, sempre discrete e dimesse. Sulla loro morte indagano ora gli inquirenti, ma l'ipotesi più probabile sembra quella del gesto volontario. Le scarpe lasciate sotto i seggiolini, la bottiglia di liquore svuotata, forse per darsi coraggio, sembrerebbero indicatori di un atto preparato, consapevole. E poi, quell'abbraccio finale.