Morte Andrea Prospero, la sorella del 19enne in aula: “Mai manifestato intenti suicidi, voleva laurearsi”

Si è aperta oggi, mercoledì 22 aprile, la fase del dibattimento nel processo davanti alla Corte d'Assise di Perugia per la morte del 19enne Andrea Prospero, lo studente di Informatica di Lanciano (Chieti) scomparso e trovato morto il 29 gennaio 2025.
Alla sbarra il 18enne romano Emiliano Volpe, è accusato di istigazione al suicidio. Secondo la ricostruzione della Procura, Volpe sarebbe stato il "regista" della fine di Andrea. Gli inquirenti sostengono che l'imputato abbia incitato lo studente abruzzese ad assumere un mix letale di Xanax e ossicodone, acquistati illegalmente online.
Poi, come ricostruito dall'attività online dei due ragazzi, avrebbe seguito in tempo reale, attraverso lo schermo del computer, ogni fase dell'agonia del giovane.
Nonostante le eccezioni sollevate dalla difesa, la Corte presieduta dal giudice Angela Avila ha confermato la costituzione della famiglia Prospero come parte civile, dando poi il via all'audizione degli agenti che condussero le ricerche.
Il corpo del 19enne fu rinvenuto in un appartamento di via del Prospetto, affittato sulla piattaforma Airbnb per quaranta giorni. Un affitto pagato, secondo quanto emerso, con carte di credito clonate. Sul letto furono rivenute 46 schede Sim intestate a prestanome e 5 cellulari gettati nel water nel tentativo di distruggere prove.
Nella stanza c'era anche una corda di otto metri con un cappio già pronto. Il momento più alto di tensione emotiva in aula è coinciso con la deposizione della sorella gemella della vittima, che il 24 gennaio 2025 denunciò la scomparsa del fratello.
La deposizione della gemella del 19enne: "Voleva finire l'università con me, non aveva problemi con gli studi"
"Andrea era un ragazzo timido e introverso, ma non ha mai dato segnali di preoccupazione o cambiamenti di carattere. Era molto tranquillo ed eravamo felici di essere venuti qui a Perugia a studiare", ha detto la ragazza.
Rispondendo alle domande della pubblico ministero la giovane ha detto che lei e il fratello si vedevano ogni giorno e si separavano soltanto per andare a lezione. "Spesso uscivamo insieme – ha aggiunto – e frequentava molto i miei amici con il quali si era creato un gruppo. Era un grande tifoso della Roma e non si perdeva una partita".
"Quando uscivo io usciva anche lui, da solo non si muoveva mai, al massimo con un amico. Era felice e passava le giornate mai da solo. Il suo obiettivo era continuare e finire l'università insieme a me. Non mi ha mai manifestato intenti suicidi o problemi relativi all'università".
"L'unica cosa che gli dava fastidio era l'apparecchio ai denti che portava e i brufoli che aveva. So che a capo di tutta questa situazione sicuramente ci sarà qualcosa che sarà difficile spiegare. Sarà una lunga storia".
Le parole della mamma e del papà: "Dopo la sua morte non è più vita, ma sopravvivenza"
"Dopo la sua morte la mia non è più vita – ha detto invece la madre – ma sopravvivenza". Matteo Prospero è stato sentito dopo Anna, la gemella di Andrea. "Passavamo tanto tempo insieme – ha ricordato -, la bicicletta, il calcio, la PlayStation. Quando a Natale era rientrato per le feste Andrea era molto tranquillo. Non mi hai parlato di amici conosciuti su Internet".
"I miei rapporti con Andrea erano ottimi", ha aggiunto il padre, anche lui sentito come testimone. "Era un ragazzo sensibile – ha aggiunto -, gentile, era timido ma non ho mai percepito mai nulla. Non ci ha mai dato nessun problema. Quando era a Perugia ci sentivamo tutte le sere".
"Andrea era un ragazzo che è stato sempre timido, chiuso ma era benvoluto da tutti e rispettoso. Non ha mai assunto droghe o manifestato intenti suicidi. L'unico problema che Andrea aveva era quello legato alle acne. La mia vita è cambiata", ha detto ancora il padre del giovane morto.
"C'è un grande vuoto, penso ad Andrea tutti i giorni. Mi sveglio di notte e piango di nascosto. Vado nella sua camera, dove ci sono i suoi vestiti. Quando Anna torna da Perugia, guardo dietro ma Andrea non c'è. Non auguro a nessuno questa sofferenza. C'è un proverbio che dice: ‘Tutte le strade portano a Roma', le mie portano al cimitero", ha concluso la mamma.