Don Giglio Gilioli.
in foto: Don Giglio Gilioli.

"Dobbiamo verificare l’attendibilità dei ragazzi e trovare altri riscontri. Ci muoviamo su un terreno scivoloso". A parlare è il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi, che ha aperto un'inchiesta per fare luce sul caso relativo alle presunte violenze sessuali subite da due fratelli, minorenni all'epoca dei fatti, mentre erano affidati alle cure dei religiosi dell'ex comunità Discepoli dell'Annunciazione, soppressa dal Vaticano a dicembre scorso in seguito a una visita canonica. Al momento, il fondatore del gruppo, Giglio Maria Gilioli, prete di 73 anni, originario del veronese, e altri otto suoi seguaci, tra cui un frate e cinque sacerdoti, sono indagati con la pesante accusa di violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. È proprio per questo, perché la materia e i soggetti coinvolti sono particolarmente delicati, che gli inquirenti stanno passando al setaccio tutto ciò che è stato sequestrato nelle sedi dell'associazione, tra telefoni, computer, registrazioni e archivi sia cartacei che telematici, come riporta il quotidiano La Nazione.

L’inchiesta è stata dunque aperta dalla Procura a inizio dicembre dopo la segnalazione dei servizi sociali del Comune di Prato. In particolare, sarebbe stato il più piccolo dei fratelli protagonisti della vicenda a raccontare di aver subito gli abusi sessuali da parte dei religiosi dal 2008, quando aveva appena dieci anni, fino al 2016. Le molestie rivolte al fratello, che aveva 17 anni, sarebbero andate avanti dal 2009 al 2012. La mamma era devota alla comunità e per questo aveva lasciato loro alle "cure" dei religiosi. Anche se le sue dichiarazioni sono state ritenute attendibili, si cercano riscontri ai sospetti, anche perché solo uno dei due ha sporto querela. Il procuratore ha affidato le indagini ai pm Laura Canovai e Valentina Cosci. Negli ultimi mesi, oltre alle due presunte vittime, è stato sentito un terzo fratello, oggi ventisettenne, che ha frequentato i Discepoli dell’Annunciazione negli stessi anni perché aveva deciso di prendere i voti, a cui però ha poi rinunciato. La Procura è inoltre venuta a conoscenza del fatto che anche la Diocesi aveva aperto un procedimento interno che, a dicembre, aveva portato alla chiusura improvvisa dell’associazione imposta direttamente dalla sede pontificia. Dunque, si cercano prove, ma anche altre eventuali vittime, anche perché i due fratelli hanno raccontato di un episodio di violenza di gruppo, alla presenza anche di altri adulti. Gli avvisi di garanzia sono al momento nove, tra cui cinque sacerdoti, un frate e tre religiosi. L'accusa è per tutti quella di violenza sessuale su minore aggravata dall’inferiorità fisica e psichica delle vittime. Proseguono le ricerche.