Don Giglio Gilioli.
in foto: Don Giglio Gilioli.

Avrebbero abusato sessualmente di una coppia di fratelli minorenni. Per questo, la Procura di Prato ha aperto un'inchiesta che coinvolge 9 religiosi dell'ex comunità Discepoli dell'Annunciazione, soppressa dal Vaticano a dicembre scorso in seguito a una visita canonica. Lo scrive oggi il quotidiano La Nazione. Le presunte vittime sarebbero due fratelli, minori di 18 anni all'epoca dei fatti, affidati dai genitori alla comunità, dalle cui dichiarazioni a distanza di anni sarebbe nata l'indagine. Ma potrebbero essercene anche altre, almeno stando a quanto fanno emergere le testimonianze dei due, che sembrano inoltre suggerire la presenza di altri adulti, le cui identità sono ancora in corso di accertamento, in occasione degli episodi di violenza, consumati tra il 2008 e l'estate del 2012. Gli indagati sono cinque sacerdoti, un frate e tre religiosi, tra cui anche il fondatore del gruppo, don Giglio Gilioli, 73 anni, prete veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni.

Le presunte violenze si sarebbero verificate sia nella sede della comunità di Prato in via Bologna, che in quella di Calomini in provincia di Lucca, stando a quanto riferito dalle vittime, considerate credibili dalla Procura. I magistrati, inoltre, nel disporre le perquisizioni personali a carico dei nove religiosi e una serie di accertamenti approfonditi nelle tre sedi dell'ex associazione religiosa, non esclude la possibilità di trovare documenti cartacei e informatici, come registrazioni audio e video, capaci di confermare ulteriormente quelle violenze.

Fondata circa una decina di anni fa, la comunità aveva raccolto diversi giovani, provenienti da varie parti del mondo, intenzionati a diventare sacerdoti religiosi. Riconosciuta, dal punto di vista del diritto canonico, come "associazione pubblica di fedeli" nel 2010, lo scorso dicembre è stata soppressa. Come si legge in una nota del Vaticano, "persistendo le medesime criticità acuite da un ulteriore riduzione numerica, da atteggiamenti di diffidenza e di distacco nei confronti dell'autorità diocesana e da forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo, è decretato, con effetto immediato, lo scioglimento dell'associazione pubblica di fedeli Discepoli dell'Annunciazione". "Non nascondo il mio dolore – ha commentato il vescovo di Prato Giovanni Nerbini – e la mia viva preoccupazione. Vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini".