Si sono aperte le porte del carcere per Mohamed Barbri il 39 enne accusato di omicidio e occultamento di cadavere in relazione al caso di sua moglie Samira El Attar. Il marito di Samira, fuggito in Spagna lo scorso 1 gennaio è sbarcato all'aeroporto di Milano, per essere trasferito temporaneamente al carcere di San Vittore. Il tunisino rintracciato a Madrid grazie a un mandato di cattura internazionale è stato riportato nel nostro Paese, dove continua, almeno per il momento, la custodia. A confermarlo è il suo avvocato.

Intanto a Stanghella, in provincia di Padova, dove la coppia viveva, sono tornati i carabinieri per un nuovo sopralluogo in via Gorzon Sinistro Inferiore, dove la notte del presunto delitto Mohamed ha passato circa tre ore. L'uomo, che quel giorno non ha denunciato la scomparsa della moglie, si è trattenuto in riva al fiume dalle 4 alle 7 del mattino. I militari stavolta hanno ispezionato un tombino che nasconde un vecchio pozzo in disuso, all'interno del quale sono stati cercati elementi riconducibili alla donna.

Nei pressi del casolare sono state invece isolate e repertate 12 tracce biologiche che ora verranno analizzate dagli esperti del Ris di Parma. Il DNA estratto dai 12 reperti verrà quindi confrontato con quello di Mohamed e di Samira. Qunato al movente di quello che si ritiene essere un delitto, si è parlato recentemente di motivazioni economiche. Bracciante agricolo con il vizio dell'alcol e delle macchinette, Mohamed avrebbe temuto di perdere, con la paventata separazione, sia i soldi guadagnati con il lavoro di badante da Samira, sia l'assegno per l'accompagnamento assegnato alla figlioletta di quattro anni, per un problema di salute.