video suggerito
video suggerito

Omicidio Marco Cossi a Padova, la svolta dopo le dichiarazioni di Donadello: “Violenza estrema”

Samuele Donadello, 47 anni, resta in carcere. Il gip di Padova conferma la custodia cautelare per l’omicidio dell’amico e socio Marco Cossi. Gli agenti parlano di un omicidio brutale compiuto in “overkilling”
0 CONDIVISIONI
Marco Cossi, il 48enne ucciso a Padova
Marco Cossi, il 48enne ucciso a Padova

Samuele Donadello resterà in carcere. Lo conferma il gip di Padova che ha disposto la custodia cautelare nei confronti del confronti del 47enne padovano indagato per l'omicidio volontario dell'amico e socio in affari Marco Cossi. L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita questa mattina, giovedì 23 aprile, dalla Squadra Mobile della Questura di Padova.

Secondo le ricostruzioni degli agenti, l'omicidio è stato "caratterizzato da un eccesso di violenza dell’aggressore nei confronti della vittima, l’eccesso di violenza sta ad indicare una molto probabile conoscenza ed interazione diretta, in vita, tra l’aggressore e la vittima". Questo eccesso, in ambito criminologico è definito "overkilling", e proprio questo è il termine usato durantev la conferenza stampa in questura.

La custodia cautelare è stata disposta proprio in ragione di una simile efferatezza. Il 47enne avrebbe ucciso l'amico infierendo sul suo corpo attraverso numerosi fendenti al volto, al collo, ai fianchi, all’addome e al torace. In totale, sarebbero 15 le coltellate inferte a Cossi nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile.

Già all'indomani dell'omicidio, la Polizia si era concentrata su Donadello, unica persona trattenuta in questura dopo che era stato convocato assieme ad altri tre amici della vittima con la quale avevano trascorso la serata di domenica. Successivamente, martedì 21 aprile, l'uomo aveva contattato "il centralino della Questura chiedendo di parlare con l’Ispettore della Squadra Mobile che aveva partecipato alla verbalizzazione del pomeriggio precedente, preannunciando che si stava recando negli uffici di piazzetta Palatucci" per rendere "ulteriori dichiarazioni autoaccusatorie".

L'uomo è stato sentito per dieci ore, dalle 8 fino alle 18, confessando di fatto il delitto. La squadra Mobile già il giorno prima della confessione aveva descritto un quadro gravemente indiziario nei suoi confronti, poi confermato dalle attività di indagini.

A fare la differenza per la definizione del quadro indiziario sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza in zona e i tabulati telefonici, oltre alle testimonianze di amici e parenti della vittima, perquisizioni personali e domiciliari. Questi elementi, hanno spiegato gli agenti, hanno consentito di acquisire elementi tali da ottenere la misura restrittiva dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il coltello usato come arma del delitto, però, non è stato ancora trovato.

Sul luogo del delitto è stata trovata l'auto della vittima con le portiere aperte e la chiave inserita. Una circostanza che sin dalle primissime fasi ha contribuito a escludere la pista dell'omicidio per rapina in favore di un atto d'impeto. I sospetti degli investigatori si sono quindi concentrati sulle persone vicine a Cossi, a cominciare dall'amico e socio Donadello.

I due avevano infatti dato avvio a una collaborazione per aprire un food truck, un "chiosco mobile" di cibo d'asporto che avrebbe dovuto essere inaugurato il 20 aprile.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views