1 Marzo 2017
11:17

Prete ucciso in seminario: a processo don Piccoli

Rinviato a giudizio don Paolo Piccoli, accusato di aver ucciso nel 2014 monsignor Giuseppe Rocco. Il corpo del prelato fu trovato riverso nella stanza dove dormiva al seminario di Trieste.
A cura di Angela Marino
Don Paolo Piccoli e Monsignor Giuseppe Rocco
Don Paolo Piccoli e Monsignor Giuseppe Rocco

Don Paolo Piccoli, 52 anni, veronese, è stato rinviato a giudizio per l'assassinio di monsignor Giuseppe Rocco, trovato morto nella sua stanza nella Casa del clero in via Besenghi a Trieste la mattina del 25 aprile del 2014. L'ex parroco della chiesa di Santo Stefano Protomartire di Pizzoli nell'Aquilano rischia la condanna a trent'anni di carcere per omicidio volontario. Il sacerdote è accusato di aver ucciso a sangue freddo il suo vicino di stanza, strangolandolo a mani nude. Dopo averlo assassinato gli avrebbe poi strappato dal collo la catenina alla quale erano appese delle medagliette d'oro. La vittima aveva 92 anni.

Il delitto del seminario

Il corpo del prelato è stato trovato nella stanza dove dormiva riverso accanto al letto. ‘Don Pino', come era chiamato affettuosamente dai suoi parrocchiani, era completamente vestito, come se fosse pronto a uscire. Nessuno in seminario allertò la polizia: data l'età avanzata si pensò subito a un malore e, inoltre, il cadavere non presentava segni di violenza. Fu proprio Don Piccoli, accorso nella stanza, a benedire per l'ultima volta il corpo prima che fosse portato via. La successiva autopsia, però, riscontrò delle lesioni anomale per una morte naturale. Monsignor Rocco aveva l'osso ioide rotto, segno che qualcuno gli aveva stretto con forza le mani intorno al collo.

Il movente

I successivi rilievi in quella che era diventata la scena del crimine, evidenziarono alcune piccole macchie di sangue sotto il corpo dalle quali fu estratto un DNA diverso da quello della vittima. Tra i soggetti il cui profilo genetico venne confrontato con quello dell'assassino, c'era di nuovo lui, don Paolo Piccoli, che questa volta passa da testimone a indagato. Era suo il sangue nella stanza.Il pm Matteo Tripani lo incrimina per omicidio volontario il cui movente, secondo il magistrato, sarebbe da rintracciare nel furto di alcuni oggetti sacri sottratti al vecchio parroco, tra cui un crocifisso dal quale il presule non si separava mai. Secondo l'ipotesi dell'accusa Don Pino si sarebbe accorto dei furti e ne avrebbe chiesto conto al vicino di stanza che, per tutta risposta, lo avrebbe aggredito. Il processo davanti alla Corte d'Assise di Trieste avrà inizio il 30 giugno 2017.

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