Presta il telefono a due amici e loro gli rubano le foto intime con la fidanzata: condannati per revenge porn
Un anno e due mesi di carcere. E ancora un anno di reclusione. Sono queste le due condanne decise dal Tribunale di Torino nei confronti di due ragazzi di 22 anni accusati, a vario titolo, di revenge porn, accesso abusivo a sistemi informatici e possesso di materiale pedopornografico. Stando alla ricostruzione di quanto accaduto, i due imputati avevano rubato dal cellulare di un amico le sue foto intime con la fidanzata e poi le avrebbero diffuse. Ieri è arrivata la sentenza di primo grado. Entrambi i ragazzi dovranno anche pagare una multa di 4.200 euro e dovranno risarcire la ragazza vittima con 4mila euro e il loro amico di 2mila euro. Al momento le condanne sono sospese con la condizionale.
In aula di Tribunale è stato accertato che i fatti risalgono all'estate di quattro anni fa quando il gruppo di amici si trovava al luna park di Garzigliana. Qui un giovane aveva consegnato il suo cellulare a due suoi amici (ovvero gli imputati) chiedendo loro di fargli un video mentre si trovava sulla giostra. Una volta in mano il telefono però i due ragazzi si sono messi a cercare tra le immagini conservate dall'amico nel telefono trovando le foto intime con la sua fidanzata. Immagini e video che i due imputati si sono subito inviati nei loro cellulari e li avrebbero poi diffusi ad altri loro amici.
Tempo dopo sarebbe stata la ragazza ad accorgersi di quanto era accaduto, pensando che la colpa fosse del suo ex. La coppia infatti nel frattempo si era lasciata. I carabinieri così nel 2023 avevano perquisito la casa del ragazzo sequestrandogli tutti i dispositivi elettronici. Quello stesso giorno l'ex però è andato in caserma ricordando quello che poteva essere accaduto e ha fatto i nomi dei suoi due amici: per loro due è iniziato il procedimento fino al processo e alla condanna. I due 22enni si sarebbero scritti dei messaggi in cui si leggerebbe: "Abbiamo fatto una stupidaggine". E anche: "Adesso finiremo in carcere, ho paura". Uno dei due imputati nel suo telefono custodiva anche immagini di pedopornografia.
Davanti al giudice poi hanno chiesto scusa. Uno dei due ha detto: "Non volevo fare un torto a nessuno. Non avevo motivo di fare del male a qualcuno. Sicuramente è stato un gesto spiacevole e chiedo scusa a lei".
Come riporta Torino Today, il pubblico ministero in Tribunale ha tenuto a precisare: "Il fatto al centro di questo processo è molto grave, non una ragazzata di poco conto. Mi stupisce che nel 2026 ci sia ancora così tanta arretratezza culturale nei giovani, su un tema importante come la violenza di genere. Addirittura, l’imputato che oggi si è scusato, ha sentito il bisogno di chiedere scusa solo alla ragazza. E il suo ex fidanzato? Anche lui è stato vittima di un gesto spiacevolissimo, che ha violato la sua intimità". Infine la condanna.