Diffonde online per 12 anni foto intime della ex a sua insaputa: condannato a 2 anni a Torino
Per ben 12 anni ha diffuso foto e filmati intimi della compagna su gruppi Facebook e Telegram, incitando decine di utenti a insultarla e denigrarla. La vicenda, ricostruita dal quotidiano La Stampa, vede protagonista un uomo di 55 anni residente in un comune del Canavese, in Piemonte, che ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione davanti al Tribunale di Ivrea per i reati di maltrattamenti e diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (revenge porn).
La relazione andava avanti da dodici anni quando la donna scoprì quanto accadeva a sua insaputa. L'uomo era uscito di casa dimenticando il cellulare: insospettita dall'ipotesi di un tradimento, la compagna decise di controllare le applicazioni di messaggistica. Aprendo una chat anonima, trovò decine di foto e video che la ritraevano nuda. Alcuni contenuti erano stati condivisi in passato privatamente con il partner su richiesta di quest'ultimo; altri erano stati realizzati senza il suo consenso né la sua consapevolezza. Il giorno successivo, accompagnata da un'amica, la donna decise di denunciare presso la locale stazione dei carabinieri.
Gli accertamenti tecnici coordinati dalla Procura di Ivrea hanno portato alla luce una complessa attività online gestita dall'uomo. Attraverso falsi profili, il cinquantacinquenne amministrava gruppi creati con l'unico scopo di condividere il materiale privato della donna. I carabinieri hanno identificato almeno sessanta partecipanti alle chat, all'interno delle quali venivano pubblicati insulti e video a sfondo sessuale. Molti degli iscritti risiedevano nello stesso comune di circa tremila abitanti in cui viveva la coppia.
Interrogato dai militari, l'indagato ha fornito alcune ammissioni minimizzando la portata delle proprie condotte e dichiarando di aver intrapreso una relazione con un'altra persona. Il procedimento penale si è concluso con l'applicazione della pena concordata tra le parti a due anni di reclusione. Il beneficio della sospensione condizionale della pena è stato concesso a seguito del riconoscimento delle attenuanti generiche. L'imputato ha inoltre versato un risarcimento provvisorio di 5.000 euro.