Presenza accertata di Escherichia Coli nel formaggio di pecora, scatta il richiamo: l’avviso del Ministero della salute
Un lotto di formaggio di pecora è stato richiamo dal commercio per rischio microbiologico dopo che dai controlli è emersa la presenza di Escherichia Coli. Lo rende noto il Ministero della salute attraverso il proprio portale dedicato alle allerte alimentari e ai richiami da parte degli operatori. Oggetto del richiamo è il Formaggio Pecorino Spadula, un prodotto artigianale sardo a base di latte crudo di pecora.
Il formaggio è prodotto dalla ditta Caseificio Artigianale Pinna di Francesco Pinna con latte crudo di pecora di razza sarda proveniente dall'azienda agricola di famiglia, senza trattamenti termici, nel proprio stabilimento di Gonnosfanadiga, nella provincia del Medio Campidano.
Il lotto interessato dal richiamo è quello con la dicitura LOTTO 28 e termine minimo di conservazione fissato al 13 dicembre 2026. Il formaggio in questione viene venduto o in forme intere da 3,5 chilogrammi o già in porzioni con peso variabile. L’allerta alimentare è scattata lo scorso 23 ottobre ed è stata notificata anche al sistema europeo RASFF Alert ma è stata resa nota solo ieri dal Ministero della salute.
Come spiega l’avviso di richiamo, l’intero lotto di formaggio Pecorino Spadula è stato richiamato dal commercio in via precauzionale dallo stesso produttore dopo che alcune analisi di laboratorio dell’ASL di Sassari hanno rilevato la presenza del batterio di Escherichia Coli Stec in un campione 25 grammi di prodotto sottoposto ai test.
“Il richiamo del formaggio Lotto 28 è avvenuto per presenza accertata di Escherichia Coli produttori di Shiga tossine (Stec)” spiega l’avviso, avvertendo i consumatori che avessero già acquistato il formaggio con lotto e scadenza sopra indicati a non consumarlo e riportarlo nel punto vendita dove è stato comprato che si occuperà del ritiro.
