Incursioni nelle casa dei palestinesi e demolizioni a tappeto: è il “lockdown totale” di Netanyahu in Cisgiordiana
Mancano appena quattro giorni alle elezioni in Israele e il primo ministro in carica, Benjamin Netanyahu, sta tentando il tutto per tutto per poter rimontare nei sondaggi. Il terreno di scontro è ancora una volta la Palestina insieme ai suoi abitanti, al centro di una durissima repressione armata.
Dopo il genocidio messo a regime nella Striscia, l'attenzione di Netanyahu si sta concentrando sempre di più sulla Cisgiordania, dove ha annunciato che ci sarà un "lockdown totale". Nella città di Hebron sono già iniziate le demolizioni a tappeto delle attività commerciali mentre i palestinesi vengono rinchiusi in casa. A fare le incursioni non sono solo i coloni ma l'esercito.
L'esercito israeliano in Cisgiordania interviene in supporto dei coloni
Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Wafa, l'operazione è iniziata venerdì sera, quando l'IDF ha avviato le demolizioni di diverse strutture palestinesi nella parte occidentale della città di Hebron. È stata presa di mira un'azienda di ceramiche, un negozio di autoricambi, e altri. Anche le abitazioni sono state prese d'assalto dai soldati attraverso un massiccio dispiegamento militare. L'obiettivo è uno: la "chiusura totale", un'azione di repressione voluta da Netanyahu dopo la sparatoria di ieri in cui sono morti due soldati israeliani.
Nel corso dello scontro a fuoco, i militari hanno avuto la peggio contro due ventisettenni palestinesi, residenti a Hebron, immediatamente identificati e arrestati. La risposta del governo israeliano non si è fermata qui e, complici le elezioni imminenti, è stata più dura che mai nei confronti di tutta la comunità.
L'IDF si è difeso sostenendo che l'offensiva messa in atto a Hebron era parte di una più ampia operazione antiterrorismo "mirata e limitata all'area da cui operavano i terroristi". Le truppe avrebbero raso al suolo "strutture abusive che potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza", riporta il Times of Israel.
Fanpage.it è in viaggio in Cisgiordania a ridosso delle elezioni israeliane per raccontare come funziona l’apartheid in Cisgiordania, tra coloni, prigioni e la repressione dell'esercito.
Come funziona il lockdown totale a Hebron
Secondo quanto riportano i media locali, il piano della "chiusura totale" prevede un "cordone" intorno alle città di Hebron e Halhul, e non è escluso che possa estendersi anche ad altre aree.
Una storia già vista nel 2025 quando con modalità analoghe vennero sfollate migliaia di palestinesi dei campi profughi di Jenin, Tulkarm, Nur Shams e Al-Far'a all'inizio del 2025, che portò allo sfollamento di migliaia di palestinesi e all'evacuazione di interi quartieri.
L'esercito mira quindi a evacuare con la forza il territorio, allo scopo dichiarato di attuare una "trasformazione completa". Per farlo sono in corso perquisizioni e lo smantellamento di ogni infrastrutture ritenuta "sospetta". I civili che risiedono nella della zona potranno uscire solo attraverso tre punti di accesso designati e saranno sottoposti a interrogatori e controlli di sicurezza. Chiunque "desti sospetti" verrà indirizzato alle forze di sicurezza per ulteriori accertamenti.