Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Perché non sono state analizzate le impronte sul pigiama di Chiara Poggi: oggi non c’è più nulla

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Chiara Poggi
Il pigiama che Chiara Poggi indossava la mattina dell’omicidio non è mai stato analizzato nonostante le evidenti impronte dattiloscopiche. Ecco perché e perché ora non è più possibile fare analisi.

Le tecnologie a disposizione oggi dei carabinieri del Ris avrebbero permesso di sciogliere alcuni dubbi sul delitto di Garlasco. Strumenti che nel 2007 non c'erano e che quindi non hanno permesso di analizzare impronte importanti come quella insanguinata trovata sul pigiama di Chiara Poggi. Che ci fossero le impronte digitali dell'assassino? Molto probabilmente sì, ma non si saprà mai.

Ne ha parlato il Comandante del Racis, Michele Cucuglielli, al programma tv "Quarto Grado": "Che un un'impronta dattiloscopica che si trova su un pigiama sia utile al confronto è un evento estremamente raro. Perché il tessuto e la forma del tessuto tendono a disperdere il disegno del polpastrello. Cioè le minuzie dattiloscopiche sono quelle caratteristiche peculiari che definiscono le peculiarità di un soggetto. Tendono a cancellarsi e a sfaldarsi sul tessuto. Certo che nel settore della dattiloscopia abbiamo assistito a una vera e propria evoluzione. Per la ricerca ora utilizziamo laser sofisticati, così come nuovi software che permettono di individuare impronte parziali su superfici più complesse, migliorando anche la comparazione. Abbiamo avuto una grande evoluzione tecnologica". Oggi forse quindi si sarebbero potuti fare nuovi accertamenti su quel pigiama, ma è inutile. Questo perché la maglia del pigiama di Chiara Poggi non è più tra i reperti del caso.

La maggior parte infatti dei reperti, pigiama compreso, è stata distrutta nel 2022 quando ormai c'era già una sentenza in via definitiva su Alberto Stasi. Eppure su quella maglia si poteva vedere a occhio nudo la presenza di un frammento di impronta palmare insanguinata. Fin da subito, medico legale e consulenti hanno ribadito che gli indumenti indossati dalla vittima la mattina del 13 agosto 2007 erano talmente intrisi di sangue era stato impossibile procedere con tutti gli accertamenti del caso.

Chiara Poggi quella mattina indossava anche un orologio, tre bracciali, una collanina con un dente di squalo, una cavigliera e due orecchini. Anche in questo caso nulla venne analizzato. O meglio, "la cavigliera fu l'unico oggetto che venne analizzato dal Ris, gli accertamenti però diedero un esito inconcludente. Tutti gli altri non sono stati analizzati, benché ci sia stata una richiesta specifica da parte della famiglia Poggi nel 2010 durante il primo Appello del processo su Alberto Stasi. A riguardo non venne fatto alcun accertamento", aveva spiegato a Fanpage.it Dario Redaelli, esperto di analisi della scena del crimine e consulente della famiglia Poggi. Questi oggetti vennero poi restituiti alla famiglia e quindi ritenuti ora contaminati. I consulenti Poggi comunque in questi mesi hanno eseguito delle loro analisi.

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