Importante svolta nelle indagini sul giallo di Riotorto: è stata tratta in arresto Adriana Pereira Gomes, 31 anni, nuora della vittima, Simonetta Gaggioli. La donna è stata condotta nel carcere fiorentino di Sollicciano dai carabinieri del comando provinciale di Livorno. Le accuse nei suo confronti sono di omicidio volontario, occultamento di cadavere e truffa. Per lo stesso caso è indagato il figlio della vittima, Filippo Andreani.

Simonetta Gaggioli, ex funzionaria della Regione Toscana, è stata trovata senza vita e in avanzato stato di decomposizione in un sacco di plastica abbandonato in un fossato della vecchia via Aurelia lo scorso 3 agosto a Riotorto, nel comune di Piombino (Livorno). L'autopsia ha rivelato che la donna, mamma e nonna, è morta avvelenata. Sarebbe stato un farmaco già assunto dalla vittima ma somministrato in una dose massiccia, circa 10 volte superiore a quella prescritta, ad ucciderla. Ad indicarlo l'autopsia che unita ad "altre concordanti risultanze acquisite da complesse attività investigative", ha messo i carabinieri del comando provinciale di Livorno sulle tracce della nuora. L'assunzione del farmaco in dose letale risalirebbe allo scorso luglio. La 32enne avrebbe poi portato da sola il cadavere fuori dalla sua abitazione di Riotorto e, trasportata in auto, l'avrebbe abbandonato sul ciglio della Vecchia Aurelia. Questa circostanza è stata confermata nel corso dell'incidente probatorio svoltosi il 3 gennaio scorso.

Fin da subito la Procura di Livorno si è concentrata sul ruolo di due persone, iscrivendo nel registro degli indagati il figlio della donna, Filippo Andreani, e la nuora Adriana Pereira Gomes: per entrambi, che accudivano la vittima, l’ipotesi di reato è quello di omicidio e occultamento di cadavere. Entrambi nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere di Simonetta Gaggioli sono stati interrogati a lungo dagli investigatori e la loro auto è stata sequestrata per accertamenti. Era stato proprio il figlio a denunciare la scomparsa della madre che da alcuni mesi si era trasferita a casa sua a Riotorto.

Questa mattina la svolta nell'inchiesta con l'arresto della donna, che si era sempre professata innocente, l'ultima volta ai microfoni del TG3: "Era il nostro punto di riferimento. Non avevo nessun motivo per far del male alla mia suocera, era una persona che amavo, mi ha sempre aiutato, dal primo giorno che sono venuta in Italia".