Omicidio Dino Carta a Foggia, l’appello del legale: “Ci sarebbe una testimone oculare, si faccia avanti”

Proseguono le indagini sull'omicidio di Annibale ‘Dino' Carta, il 42enne ucciso a Foggia la sera di lunedì 13 aprile con quattro colpi di pistola mentre portava a spasso il cane a pochi metri da casa. A quanto si apprende, potrebbe esserci un testimone oculare, una donna, la cui immagine sarebbe stata ripresa da una delle telecamere della zona.
Un'immagine poco nitida, quasi irriconoscibile, ma che potrebbe essere determinante: la donna sarebbe stata immortalata proprio nei minuti immediatamente successivi al delitto. La si vedrebbe camminare sul marciapiede opposto a quello dove il 42enne è stato assassinato, in direzione della vicina chiesa.
Del filmato si è parlato durante la puntata, mandata in onda su Rai3 nella serata di ieri, mercoledì 22 aprile, della trasmissione Chi l'ha visto. "L'immagine, riconducibile a una donna, potrebbe rappresentare un elemento determinante per le indagini", ha spiegato il legale della famiglia Carta, l'avvocato Michele Vaira.
Il legale della famiglia Carta: "Potrebbe aver visto qualcosa di importante, si faccia avanti"
"Potrebbe aver visto anche un elemento, il più piccolo, che potrebbe essere utile. Si faccia avanti, o con me o con le forze dell'ordine. Il suo contributo potrebbe essere davvero fondamentale", ha ribadito il legale.
Intanto, sul fronte investigativo, sta andando avanti l'analisi delle registrazioni audio raccolte nella zona per tentare di isolare quelle sovrapposte che la telecamera avrebbe comunque captato.
Sull'audio, in cui si sentono alcune voci, tra cui quella che potrebbe appartenere alla vittima, sarà inoltre eseguita una perizia fonica che servirà ad accertarne l'appartenenza.
Da parte degli investigatori continua anche l'analisi delle immagini della videosorveglianza che potrebbero consegnare ulteriori elementi utili, in attesa anche dei risultati degli esami balistici effettuati dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris).
Agli accertamenti sul caricatore della pistola perso dal killer nella fuga parteciperà anche il generale Luciano Garofano che è stato nominato come consulente dalla famiglia della vittima.
Oggi i funerali del 42enne nella chiesa del Santissimo Salvatore
Oggi, nella chiesa del Santissimo Salvatore, dove Dino e la moglie Sara si erano sposati circa 2 anni fa, sono stati celebrati i funerali del 42enne. A officiare la celebrazione è stato il monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo della diocesi Foggia Bovino.
Chiesa e piazzale erano affollati, tantissime persone e molte istituzioni hanno presenziato all'ultimo saluto. La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. La famiglia ha chiesto alla stampa di non fare ingresso nella chiesa durante la celebrazione.
"Foggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all'ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità. Cara Foggia, non è normale che un uomo venga ucciso sulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città. Non è normale che i giovani abbiamo coltelli", ha detto Ferretti durante l'omelia.

"Foggia basta! Basta mogli e figli che piangono i loro mariti. Padri e madri che piangono i figli. La scia di sangue è lunga ormai decenni. Basta sangue. Tutto questo deve finire. Lo vogliamo tutti. Lo sogniamo tutti. Alziamo la testa, con coraggio. Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle prossime generazioni di questa terra", ha aggiunto.
Il vescovo ha invitato l'omicida a "pentirsi" e a consegnarsi. Si è poi rivolto alla famiglia di Carta: "Oggi vorremmo farvi sentire tutta la nostra vicinanza il nostro affetto. Tanti foggiani sono qui per voi. C'è lo Stato. C'è tanta gente. Tanti uomini e donne di Foggia che in questi giorni hanno alzato la testa e camminato per le strade della città, con coraggio di fronte al male".
Durante la cerimonia ci sono stati momenti di grande commozione anche durante la lettura dei pensieri di amici e colleghi della palestra in cui Dino Carta lavorava come personal trainer.
"Era un ragazzo perbene, con il suo sorriso stampato sul volto, amava la sua famiglia, era rispettato da tutti e lui rispettava tutti – ha detto una ragazza che frequenta la palestra – Il ricordo più bello è quando arrivavi in palestra e lui, alto alto, ti guardava da lontano e ti faceva segno di essere lì per accoglierci".
"Noi chiediamo giustizia. Giustizia per Dino. Nessuno ipotesi può essere fatta. Sa tutto di inspiegabile ed incredibile", ha detto ancora. Il feretro è stato portato all'esterno della chiesa accompagnato da un lunghissimo applauso, coperto da cuscini di fiori bianchi e un lungo rosario.
