Omicidio Carta e l’ipotesi della vendetta per la morte di un uomo nel 2023: “Ma Dino non c’entra nulla”

Si terranno domani 23 aprile i funerali di Annibale Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso con quattro colpi di pistola la sera del 13 aprile vicino alla propria abitazione in via Caracciolo a Foggia. Sarà disposto il lutto cittadino e intanto continuano le indagini per risalire all'identità dell'aggressore, che resta ancora sconosciuto. Intanto lunedì scorso è stata eseguita l'autopsia: la vittima è stata colpita da quattro proiettili esplosi a distanza ravvicinata e non c'è stata alcuna colluttazione prima degli spari, come conferma anche a Fanpage.it l'avvocato della famiglia Carta Michele Vaira. Al vaglio degli inquirenti ci sono più piste investigative dal momento che la famiglia fin da subito ha dichiarato di non avere nemici: Annibale Carta era un personal trainer amato in città. Ma allora su cosa indagano gli investigatori?
Stando alle informazioni riportate anche dall'avvocato, tra le piste battute c'è anche quella che legherebbe l'omicidio di Carta a una vendetta voluta da una famiglia "malavitosa" della zona. I fatti risalirebbero al 2023 quando nello stesso palazzo in cui viveva Carta e la sua famiglia un uomo di 40 anni è caduto da una impalcatura. "Non era un lavoratore – spiega il legale a Fanpage.it – si trovava ai domiciliari in un bed and breakfast vicino. Quel giorno di 3 anni fa è stato trovato su una struttura esterna del palazzo, quindi una posizione pericolosa, dal padre di Annibale Carta che gli ha detto di fare attenzione e di scendere subito". Il 40enne è caduto poco dopo ed è morto: "Allora non si parlò di suicidio ma di una morte naturale". L'uomo infatti potrebbe essere scivolato. Tra le ipotesi dunque ora c'è anche quella che la famiglia del 40enne possa aver pensato che ad averlo spinto sia stato il padre di Carta. Da qui i dubbi su una possibile vendetta trasversale. Ma per il legale la famiglia Carta non è coinvolta in alcun modo nella morte del 40enne. Le indagini comunque stanno seguendo anche altre piste investigative, nessuna al momento è stata accertata.
Nella giornata di ieri 21 aprile i carabinieri del Ris di Roma hanno eseguito tutte le analisi sul caricatore della pistola caduto dopo gli spari all'aggressore e lasciato sulla scena del crimine. La speranza degli investigatori è di trovare impronte utili per risalire all'identità del killer. Al momento quello che è stato trovato resta riservato. Così come tutti i video delle telecamere di videosorveglianza della zona che possono aver ripreso più volte l'aggressore e tutte le parole che ha detto alla vittima prima di aprire il fuoco.