11 Novembre 2021
09:56

Omicidio Brunico: trovato un teschio insanguinato. Il killer voleva “evocare un demone”

Oskar Kozlowski, 23enne di origini polacche, reo confesso dell’omicidio di Maxim Zanella, lo scorso luglio in provincia di Bolzano, era ossessionato dal mondo dell’occulto e dal satanismo. In casa della vittima sono state trovate candele e un teschio insanguinato.
A cura di Biagio Chiariello
Oskar Kozlowski e Maxim Zanella (a destra)
Oskar Kozlowski e Maxim Zanella (a destra)

Non si è esclude che possa c'entrare il satanismo nell'omicidio di Brunico, Bolzano. I fatti sono avvenuti lo scorso luglio. La vittima è Maxim Zanella, 30 anni, figlio del presidente provinciale Club alpino italiano. L'assassino – reo confesso – è Oskar Kozlowski, 23enne di origini polacche impiegato come operaio in un colorificio locale. I carabinieri del reparto indagini scientifiche hanno rinvenuto una candela e un teschio insanguinato all'interno dell'appartamento di Zanella, dove sono successi i fatti. L'ipotesi è che il 23enne avesse organizzato un rito satanico.

Il killer ossessionato dal satanismo

Che il satanismo fosse una sorta di fissazione per il giovane di origini polacche lo si era capito sin dai primi giorni successivi all'omicidio: le immagini di morte pubblicate sul profilo facebook, il tatuaggio sul braccio con il numero 666 e poi quegli strani tagli sulle braccia, hanno indirizzato subito gli inquirenti. Non è altrettanto certo, però, che la vittima fosse vicina a questo mondo. I due ragazzi erano amici, oltre che vicini di casa, e frequentavano anche altri ambienti. Per questo motivo, non si può ancora escludere un regolamento di conto per vicende di droga.

Obiettivo era "invocare un demone"

Stando a quanto riporta oggi il Corriere l’obiettivo di Kozlowski "era evocare un demone".

Tutto era pronto: la stanza buia illuminata da un’unica candela. Il teschio in cui si doveva raccogliere il sangue dei due iniziati. A quel punto però qualcosa è scattato nel cervello di Kozlowski che, dopo essersi ferito il polso, ha impugnato il coltello e colpito Zanella alla giugulare. «Non so perchè l’ho fatto» avrebbe detto il ragazzo negli interrogatori in cui avrebbe anche ammesso di aver sempre desiderato di uccidere qualcuno in questo modo.

Zanella ucciso a coltellate, si cerca l'arma

Zanella sarebbe stato ucciso a coltellate al termine di una violenta colluttazione. Dopo aver infierito con furia cieca sul corpo dell'avversario, il polacco ha lasciato la vittima in un lago di sangue. Successivamente, si è recato al vicino pronto soccorso con una mano ferita confessando, dopo aver opposto iniziale resistenza, l'omicidio. L'arma del delitto sarebbe stata poi lanciata da Kozlowski in un torrente, ma del coltello al momento non è stata trovata traccia.

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