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“Non so chi ha sparato”, 17enne con gravi ferite a Enna: polizia scopre che era stato il fratello per errore

Il giovane colpito con una carabina ad aria compressa che ha sparato un piombino di metallo che gli ha attraversato il corpo per circa 12 centimetri causandogli la lacerazione di un rene e del fegato.
A cura di Antonio Palma
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Un ragazzo di 17 anni è finito ricoverato con gravi lesioni all’ospedale di Enna dopo essere stato colpito per errore dal fratello con una carabina ad aria compressa mentre giocavano in campagna. L’episodio a Barrafranca dove il fratello del ferito è stato denunciato dalla polizia all’autorità giudiziaria con l'accusa di lesioni personale colpose e porto di arma in luogo pubblico senza giustificato motivo.

I fatti risalgono a una domenica di fine aprile ma per accertare la dinamica dei fatti è stato necessario un meticoloso lavoro degli agenti della Squadra mobile di Enna che si sono dovuti scontrare con quella che viene definitiva una “totale ostilità e omertà” da parte dei familiari del ragazzo e dello stesso giovane.

Lo stesso ragazzo ferito, arrivato in ospedale con lesioni importanti, non aveva saputo dare spiegazioni sull’accaduto. Solo dalle successive valutazioni mediche e dagli esami ospedalieri era emersa la presenza di un piombino di metallo, del diametro di 6 millimetri, che aveva attraversato il corpo per circa 12 centimetri, fortunatamente senza colpire vasi sanguigni.

A causa del colpo, il 17enne ha riportato la frattura di parte di una vertebra, la lacerazione di un rene e del fegato e rimane attualmente ancora ricoverato in prognosi riservata. Sono stati i medici ad allertare la polizia ma quando gli agenti hanno ascoltato il ragazzo per capire cosa fosse accaduto, lui ha negato dicendo di non avere visto chi aveva sparato e addirittura di non avere sentito nemmeno il colpo. Una ricostruzione ritenuta poco credibile dalla polizia che ha avviato gli accertamenti del caso coordinata dalla Procura.

Vista la totale mancanza di collaborazione dei familiari, solo grazie a una serie di perquisizioni domiciliari a carico dei parenti del giovane e l'acquisizione e l’analisi minuziosa delle immagini delle telecamere di video-sorveglianza della zona hanno permesso agli investigatori di venire a capo della storia.

Messo di fronte alle prove raccolte, infine lo stesso ferito ha finalmente raccontato ai poliziotti che a sparare accidentalmente era stato il fratello maggiore con una carabina ad aria compressa mentre stavano scherzando.

Il fratello quindi è stato interrogato e infine ha ammesso i fatti facendo ritrovare anche la carabina ad aria compressa, dotata di ottica per la mira a distanza, che aveva nascosto in campagna dopo i fatti.

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