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13 Aprile 2022
10:50

“No alla pancia scoperta a scuola”: polemica in un liceo in Alto Adige, protestano gli studenti

La preside di una scuola superiore di Brunico, in Alto Adige, ha mandato una lettera agli studenti con alcune regole di abbigliamento, scatenando le proteste.
A cura di Beatrice Manca
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"Niente magliette che lascino la pancia completamente nuda": così la preside di una scuola superiore di Brunico (in provincia di Bolzano) ha chiesto agli studenti di indossare abiti adeguati a un'aula scolastica. Il nuovo dress code, però, ha incontrato le resistenze degli studenti che in segno di protesta si sono presentati in classe con crop top e magliette corte, lasciando scoperto l'ombelico.

Le regole di abbigliamento in un liceo di Brunico

La vicenda è accaduta al liceo delle scienze sociali e artistico in lingua tedesca di Brunico, come riportano i siti di informazione sudtirolesi. A innescare le proteste degli studenti è stata una circolare inviata dalla dirigente dell'istituto, Isolde Maria Künig, alle famiglie: nel testo la dirigente delineava alcune linee guida sull'abbigliamento "appropriato" da tenere a scuola, consigliando in particolare di evitare l'ombelico scoperto. "Preferibilmente – si legge nella lettera – vanno evitate magliette che lascino la pancia completamente nuda". Nel testo, riportano i siti locali, si menzionavano anche le sanzioni per i trasgressori.

Gli studenti mostrano la pancia per protesta

Studenti e studentesse però non ne hanno voluto sapere: per protesta sono entrati a scuola proprio con le magliette corte esplicitamente sconsigliate, rivendicando la libertà di decidere come esprimersi attraverso l'abbigliamento. La preside, citata dal Corriere dell'Alto Adige ammette che c'è stato un fraintendimento di intenzioni: "Forse ho sbagliato a mettere questi concetti in forma scritta perché non si è inteso il tono della formulazione – ha spiegato – La lettera ha preso un significato differente da quelle che erano le intenzioni. Avrei dovuto parlare direttamente con gli studenti". L'episodio riaccende il dibattito sull'opportunità di avere un "dress code" a scuola e una serie di regole da seguire in fatto di abbigliamento. Da una parte i docenti invitano al "buon senso" di studenti e famiglie e al rispetto del luogo in cui si trovano, dall'altra i ragazzi rivendicano la propria libertà individuale.

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