E' morto all'età di 77 anni il conte Vanni Leopardi, discendente del poeta. Era malato da tempo. Considerato il decano di Casa Leopardi, è stato molto attivo nel promuovere la figura e l'opera di Giacomo in Italia e nel resto del mondo. A settembre aveva partecipato all'inaugurazione dell'Orto dell'Infinito con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lascia la figlia Olimpia, con i tre nipoti e il fratello Giacomo, detto Mimmo. La moglie era morta molti anni fa. I funerali mercoledì alle 16 nella chiesa di Montemorello.

In una nota Casa Leopardi ha lo ha così ricordato: "Uomo di arte e di cultura, grande viaggiatore, amante della natura, Vanni Leopardi ha dedicato la sua vita alla salvaguardia del patrimonio leopardiano e alla tutela morale dell’anima grande del poeta recanatese. Laureato in Scienze Politiche, scelse l’agricoltura per passione, dando continuità alla tradizione di famiglia e cercando, nella produzione di vino, cereali e olio, di rispettare gli equilibri della natura, il benessere degli animali, immaginando un ciclo virtuoso tra produttività, modernità e bellezza del paesaggio. Per tutta la vita ha cercato di coniugare il progresso tecnologico e la modernità, alle istanze di una vita connessa ai ritmi veri della natura; memore della ‘lezione' del suo più grande avo, alla ricerca di una civilizzazione che non alieni gli esseri umani e che permetta loro "…in social catena" una mutua assistenza alla ricerca della felicità. Proprio quella felicità tanto desiderata dall’antenato Giacomo è stata, per Vanni Leopardi, l’obiettivo ultimo di una ricerca lunga tutta la sua vita: una ‘Accademia per la ricerca della Felicità', negli stessi luoghi dell’avita dimora dove scelse di abitare".

La biblioteca di Casa Leopardi a Recanati.
in foto: La biblioteca di Casa Leopardi a Recanati.

Vanni Leopardi "è stato lui l'ambasciatore dell'ereditè leopardiana, punto di riferimento per gli studiosi e i cultori di Leopardi, prima a fianco della madre Anna, poi affiancato dalla figlia Olimpia. Moltissime le iniziative a cui partecipato, dalle manifestazioni di giugno a Recanati, alla diretta televisiva del 1987 con Carmelo Bene che recitò L'Infinito affacciandosi da Palazzo Leopardi per i 250 anni dalla morte di Giacomo, a tutto il revival leopardiano degli ultimi anni, fino al bicentenario dell'Infinito".