Ormai gran parte dell’esame di maturità è stato svolto. I circa 500.000 studenti della maturità 2016 hanno affrontato nei giorni scorsi le tre prove scritte e ora manca solo un ultimo ostacolo prima di andare in vacanza. È il colloquio orale di maturità, la prova ritenuta da gran parte degli studenti la più difficile da affrontare. Per gli esami orali di maturità non esiste un calendario stabilito dal Miur, ma tutte le informazioni vengono date agli studenti dalla stessa commissione esaminatrice. In genere i colloqui iniziano comunque una settimana circa dopo la fine degli scritti. Per quanto riguarda l’ordine dei candidati che dovranno presentarsi al colloquio orale il calendario verrà deciso tramite sorteggio. Da una prima lettera estratta si procederà seguendo un ordine alfabetico. In palio con l’esame orale di maturità c’è un bottino che può arrivare fino a 30 punti da sommare al voto ottenuto alle prove scritte e al credito di ammissione (qui la nostra guida agli esami di maturità).

Come preparare l’esame orale di maturità

Ma come va affrontato l’esame orale di maturità? Per molti ragazzi l’idea di dover parlare in pubblico davanti a una serie di docenti non è proprio rilassante ma per “rompere il ghiaccio” i maturandi possono presentare una tesina o una mappa concettuale preparata prima della maturità. Ovviamente il consiglio è quello di prepararsi molto bene sulla tesina e quindi sfruttare al meglio i primi minuti del colloquio orale. Come ricorda il portale studenti.it, all’orale è importante anche fare una buona impressione sulla commissione per questo è bene fare attenzione al proprio look e atteggiamento. Dunque è sicuramente importante presentarsi a scuola con un abbigliamento adeguato e sobrio, evitando quindi vestiti troppo scollati e corti. Per quanto riguarda l’atteggiamento è sicuramente utile mostrarsi educati e rispettosi della commissione esaminatrice, che va ascoltata e non “stressata”. Studenti.it consiglia di fare attenzione anche al linguaggio del corpo: ad esempio, per evitare di sembrare intimoriti dai prof, è bene non accavallare le gambe. Sembra infatti che questa posizione mostra al nostro interlocutore che siamo a disagio. Non vanno neppure incrociate le braccia: questo gesto dà l’idea di un atteggiamento di chiusura verso chi ci è di fronte.