17 Febbraio 2011
21:02

Matthias Schepp, ecco la mappa del suo folle viaggio: da Saint-Sulpice a Lione

Ecco quello che si sa del folle viaggio di Matthias Schepp, ecco la ricostruzione che è stata realizzata grazie al lavoro degli investigatori e a Irina Lucidi, la moglie. Ecco la mappa dei suoi spostamenti da Saint Sulpice a Lione.
A cura di danila mancini

Il 3 febbraio scorso, quando Matthias Schepp si è lanciato sui binari della stazione di Cerignola, aveva indosso il navigatore, che sarebbe stato utile per ricostruire i suoi spostamenti se non fosse che è andato distrutto. Il Procuratore di Foggia, Vincenzo Russo, ha infatti spiegato durante la diretta di Chi l'ha visto:

Allo stato abbiamo solo dei frammenti del navigatore. Li abbiamo recuperati, scavando tra le pietre dei binari della ferrovia di Cerignola. Questi frammenti sono all'esame della polizia postale e scientifica di Bari, ma non è stato possibile recuperare alcunché di concreto e, quindi, verificare il percorso eseguito da Schepp. Allo stato attuale il navigatore non è recuperabile. Non disperiamo perché la polizia scientifica continua a lavorare. Qualora non riuscissimo a recuperare il funzionamento del navigatore, non escludiamo di portare i frammenti ad una società altamente specializzata in Olanda.

Quanto al registratore, che Matthias portava sempre con sé in macchina, purtroppo non è stato ritrovato: si tratta di un importante contributo che potrebbe gettare una luce sui motivi del suo folle viaggio, nel quale ha coinvolto anche le gemelline Alessia e Livia. Gli è stato regalato dieci anni fa dal padre e, forse, proprio all'interno di questo registratore a Matthias così caro, è conservato il suo ultimo messaggio alla famiglia e alla tanto amata moglie Irina.

Nonostante manchino sia il navigatore che il registratore, dopo 14 giorni è stato possibile ricostruire gli spostamenti di Matthias, che ha lasciato tracce apparentemente inspiegabili lungo il cammino che da Saint Sulpice lo ha portato in Francia e poi in Corsica e, infine, in Italia.

Ripercorriamo le tappe del folle viaggio di Matthias Schepp in una ricostruzione tanto dettagliata quanto drammatica, attraverso le parole di Irina Lucidi che spera con tutto il cuore di rivedere vive le sue gemelline. E noi con lei.

IL FOLLE VIAGGIO DI MATTHIAS SCHEPP

Mercoledì, 26 gennaio

Irina Lucidi scrive a suo marito una e-mail, nella quale affronta il delicato argomento del divorzio.

Tra i due c'è sempre stato un fitto scambio di mail, attraverso le quali spesso discutevano del loro rapporto personale. Invece di telefonarsi, usavano le mail, per elaborare con più calma il proprio pensiero, che poi veniva tra loro condiviso. Irina ha sempre cercato di mostrarsi comprensiva con Matthias, sapendo quanto lui stesse soffrendo per la separazione.

Giovedì, 27 gennaio

Matthias ha un solo computer portatile, che tiene sulla sua scrivania in ufficio ed è proprio su quel computer che inizia le sue assurde ricerche tramite internet: armi da fuoco, veleni, modi più o meno dolorosi di suicidarsi.

Questa inquietante scoperta da parte degli investigatori ha fatto temere il peggio: Alessia e Livia forse avvelenate dal padre? A tale domanda ancora non è stata data una risposta.

Quel giorno Matthias cerca anche informazioni sui traghetti che da Marsiglia portano in Corsica, precisamente a Propriano, nel sud dell'isola. Una volta tornato a casa dall'ufficio, scrive a mano un testamento, nel quale decide di lasciare tutti i suoi averi alle figlie Alessia e Livia, specificando poi che se le sue bambine "non ci fossero più", l'eredità passerebbe al fratello e alla sorella.

Venerdì, 28 gennaio

Le bimbe terminano il corso di danza alle 18, così inizia il week-end di Matthias con le figliolette, un week-end che molto probabilmente ha programmato da tempo, un week-end durante il quale ha avuto inizio il suo folle viaggio senza più ritorno.

Sabato, 29 gennaio

Succede qualcosa di strano, qualcosa che prima non si era mai verificato, perché Matthias, quando trascorreva i fine-settimana con le bambine, non le lasciava neppure per un minuto.

Sabato pomeriggio Matthias chiede al vicino di casa di prendersi cura di Alessia e Livia solo per un paio d'ore perché "ha da fare", ma il vicino non può tenerle perché trascorrere l'intero pomeriggio di sabato con il figlio. E' la prima volta che Matthias chiede se le gemelline possano trascorrere del tempo a giocare con i vicini, generalmente il week-end le tiene sempre e solo con sé. Matthias, a quel rifiuto, è poi costretto a rinviare per il giorno successivo i suoi piani. Chissà quali…

Domenica, 30 gennaio

  • Intorno alle 11 di mattina, Matthias lascia le bambine al vicino di casa, per riprenderle due ore dopo. Come trascorre quel tempo? Dove va? Cosa fa? Telefona a qualcuno? Con chi è? I tabulati potrebbero fornire una serie di risposte a queste domande.
  • Quando alle 13 Matthias torna a dal vicino, rifiuta il pranzo nonostante sia quasi pronto. Ha fretta, dice, perché ha appuntamento a casa di un cugino, cosa assolutamente non vera. Torna con le figlie nella sua abitazione, ma pare non pranzino: Irina la sera trova due bicchieri sul tavolo e nel forno una lasagna non consumata.
  • Alle 14:30 il vicino va personalmente a casa di Matthias, perché il figlio desidera giocare ancora con le due bambine. Citofona ma non ottiene risposta. Forse che Matthias è ancora dentro casa e non vuole rispondere? Oppure è già partito?
  • Alle 15:50 il suo cellulare viene captato da un antenna di Morges, un paese a 5 km da Saint Sulpice. Quasi due ore per percorrere cinque chilometri. Dove può essere andato nel frattempo? In realtà l'antenna potrebbe averlo captato mentre attraversava Morges in dierezione di Ginevra, perché l'autostrada passa proprio per il centro della piccola cittadina.
  • Alle 18:04 passa il confine: c'è un buco di altre due ore, perché per arrivarci bastano infatti 40-45 minuti. E di nuovo a chiederci, come ha potuto occupare quel lasso di tempo, durato ore.
  • Alle 18:21, all'uscita dell'autostrada all'altezza di Annecy, parte l'ultimo sms di Matthias in risposta a quello della moglie, inviato alle 17:50: gli chiede di portare indietro le bambine. L'uomo la rassicura, dicendo che le avrebbe accompagnate lui stesso il giorno successivo a scuola, alle 7.30. Da Ginevra ad Annecy impiega 17 minuti: rispetta i limiti ma non rallenta, ha fretta.
  • Alle 19:38 si trova a Lione, più di un'ora per fare meno di 50 km.
  • Da quel momento non si sa più niente di lui: Matthias spegne il suo cellulare, verso un folle viaggio senza più ritorno.

    Intanto Irina Lucidi decide di non rispondere all'ultimo messaggio di Matthias, ma di assicurarsi personalmente che le bambine e il marito stiano bene. Si reca a casa di alcuni amici, prima da Stephen poi da Pascal e Lilì, ma nessuno ha visto Matthias e le gemelline. A quel punto Irina chiama la polizia, che perquisisce la casa ed è proprio in un cassetto chiuso a chiave che trova il testamento di Matthias Schepp.

    Giovedì, 3 febbraio

    Irina riceve la prima cartolina, precisamente quella acquistata a Marsiglia e raffigurante il coniglio nel prato verde. Matthias le scrive che vuole la custodia delle bambine o, almeno, l'affidamento congiunto. Grazie ad una ricerca su internet, si scopre che la cartolina è stata spedita da un quartiere di Marsiglia. Irina e il vicino di casa Amin partono alla volta della città francese, che raggiungono alle 3 del mattino successivo. Alla polizia lasciano la loro deposizione su quanto accaduto e subito viene lanciato un avviso di furto di macchina.

    Venerdì, 4 febbraio

    Verso l'una, mentre stanno a pranzo, arriva la telefonata della moglie di Amin, il vicino di casa di Irina, che li avvisa di una brutta notizia non ancora confermata. Tramite Facebook, poi scoprono che un uomo svizzero si è suicidato, il giorno prima, sui binari della stazione di Cerignola. Chiamano subito la polizia del comune di Foggia, che conferma quanto accaduto.

    Questo è quella che si sa sul folle viaggio di Matthias Schepp, questo è quello che è stato possibile ricostruire in quattordici giorni di ricerche. C'è ancora tanto da scoprire, ma su tutto predomina la speranza che da qualche parte, e chissà con chi, le due gemelline siano ancora vive.

    Alessandro Zaniboni scomparso da 4 mesi. "Nessuno lo cerca, ma mio fratello non voleva sparire"
    Alessandro Zaniboni scomparso da 4 mesi. "Nessuno lo cerca, ma mio fratello non voleva sparire"
    Cagliari, ritrovata Alexandra, la bambina di 11 anni era scomparsa questa mattina
    Cagliari, ritrovata Alexandra, la bambina di 11 anni era scomparsa questa mattina
    "Non ci sentiremo per un po'", ritrovati Nicholas ed Emanuele, gli amici 16enni scomparsi da Pesaro
    "Non ci sentiremo per un po'", ritrovati Nicholas ed Emanuele, gli amici 16enni scomparsi da Pesaro
    Lascia un commento!
    Più che un giornale
    Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni