Una donna morta con il collo tragitto dalle coltellate nel letto nuziale, un caso archiviato come suicidio e un matrimonio con alcune ombre. È questo lo scenario del caso Marianna Greco, la 37enne trovata morta nell'appartamento in cui viveva a Novoli (Lecce), sgozzata da 4 fendenti. "Non cerchiamo un colpevole a tutti i costi – dice mamma Luisa Metrangolo a ‘Giallo' – vogliamo solo capire cosa è successo quella notte. Marianna non si sarebbe mai uccisa". Nella nuova inchiesta della Procura di Lecce che vede indagato il vedovo di Marianna, E. M. per istigazione al suicidio, si riparte dunque dagli elementi tecnici, a partire da un nuovo esame del corpo, richiesto dall'avvocato di parte civile, Francesca Conte.

Il medico legale di parte ha infatti notato nell'autopsia svolta cinque anni fa, alcuni elementi da approfondire: il materiale biologico presente sotto le unghie di Marianna, i capelli stretti nel suo pugno e alcuni tagli rinvenuti sulle mani della ragazza, tutti elementi che fanno pensare a un'azione di difesa. Contestualmente, esami approfonditi sono stati richiesti anche sul coltello da cucina che sferrò i colpi, mentre a un perito informatico è stato affidato l'esame dei dispositivi elettronici in uso a Marianna. "Analizzando il cellulare e il computer – continua l'avvocato Conte – abbiamo scoperto che Marianna era venuta a conoscenza di un tradimento, aveva scoperto che il marito aveva avuto relazione con un'altra donna. Di questo abbiamo informato gli inquirenti".

Marianna Greco, uccisa il 30 novembre del 2016, era sposata da sei anni. Secondo i suoi familiari nel periodo che ha preceduto la sua morte non era diversa dal solito e anche della frattura con il marito aveva parlato ai familiari in termini molto pacati, accennando solo a qualche tensione o contrasto, che sperava di risolvere.